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Stalettì, sequestrate oltre 70 villette a due passi dal mare (FOTO-VIDEO)

I carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro guidati dal tenente colonnello Giuseppe Carubia, la sezione di Pg della Procura di Catanzaro al comando del maggiore Gerardo Lardieri e la Guardia costiera di Soverato sotto il coordinamento del tenente di Vascello Augusto Cipollone stanno procedendo al sequestro di 71 villette a pochi metri dal mare in località Panaja a Caminia, nel comune di Stalettì (CZ), in esecuzione di un provvedimento vergato dal gip Filippo Aragona su richiesta del sostituto procuratore Graziella Viscomi. Sono 67 gli indagati, ritenuti responsabili dei reati di impedimento dell’uso pubblico di spazio demaniale e invasione di terreni pubblici.

“Ecomostro diffuso” su suolo demaniale

Le indagini da cui è scaturito il provvedimento sono state dirette dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dal procuratore della Repubblica aggiunto Giancarlo Novelli e dai sostituti procuratori Graziella Viscomi e Stefania Paparazzo. Oggetto degli accertamenti un “ecomostro diffuso” e “complesso residenziale di fatto” costruiti sul suolo demaniale e un parcheggio, tutto sottoposto a vincolo paesaggistico, nonostante alcune sollecitazioni extrapenali e penali meno invasive già formulate in sede giudiziaria in occasione di specifici contenziosi. L’area interessata dall’occupazione degli immobili è sita nel territorio di Stalettì, contrada Panaja – Caminia, in una fascia di terra compresa tra la spiaggia e la sede della linea ferroviaria Taranto-Reggio Calabria per una estensione complessiva di circa 5.700 mq.

Una storia “abusiva”

Un’area che in passato era stata di proprietà del Comune, ma che nel 1876 era divenuta proprietà demaniale a seguito di un provvedimento di esproprio da parte dell’allora Società delle strade ferrate per il Mediterraneo che aveva acquisito tutta quella fascia a ridosso del mare necessaria per la realizzazione dell’attuale linea ferroviaria. A partire, soprattutto, dalla fine degli anni ’60 la superficie demaniale, complice la particolare bellezza del luogo e la sua vocazione turistica, è stata interessata dalla costruzione di 61 manufatti abitativi, di varie dimensioni, adibiti a civili abitazioni soprattutto destinate a seconde case per la villeggiatura estiva. Come hanno riscontrato gli accertamenti disposti dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, tali costruzioni sono state realizzate da parte di privati cittadini che non hanno mai posseduto alcun titolo concessorio, né tantomeno autorizzazioni edilizie.

Peraltro, nel Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico Regionale è emerso che l’area è caratterizzata da livelli di rischi e pericoli connessi all’erosione costiera, frana e alluvione/inondazione. Accertata la natura demaniale del terreno interessato, in ultimo ribadita da una sentenza del 2016 della Corte di Cassazione legata al contenzioso che ha interessato alcuni indagati, è stato pertanto necessario procedere al sequestro di tutti i 61 edifici al fine di bloccare il protrarsi del reato di impedimento dell’uso pubblico di spazio demaniale previsto dall’art. 1161 del codice di navigazione.

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