Omicidi commessi nel 1992, annullate tre condanne. Ergastolo definitivo per Nicolino Grande Aracri

L'inchiesta punta a fare luce su una serie di fatti di sangue nell'ambito della faida tra le cosche rivali
grande aracri

La Suprema Corte di Cassazione ha annullato con rinvio a una diversa sezione della Corte di assise di appello di Bologna la sentenza del 30 settembre 2021 nel processo di ‘Aemilia 1992’, uno dei filoni del maxiprocesso alla ‘ndrangheta emiliana, che aveva condannato all’ergastolo quattro imputati per due omicidi commessi, appunto, nel 1992. Confermato anche dalla Cassazione un ergastolo, per il boss Nicolino Grande Aracri, come mandante di uno dei due delitti.

Al centro dell’inchiesta – secondo l’ANSA – gli omicidi volontari, premeditati e aggravati dal metodo mafioso di Nicola Vasapollo, 33enne di Cutro, assassinato il 21 settembre 1992 a Reggio Emilia e di Giuseppe Ruggiero, 35enne cutrese, ammazzato da quattro uomini travestiti da carabinieri il 22 ottobre 1992 a Brescello, sempre nel Reggiano. Il tutto rientrerebbe nell’ambito della faida tra le cosche rivali Vasapollo-Ruggiero e Dragone-Grande Aracri-Ciampà-Arena.

Al centro dell’inchiesta – secondo l’ANSA – gli omicidi volontari, premeditati e aggravati dal metodo mafioso di Nicola Vasapollo, 33enne di Cutro, assassinato il 21 settembre 1992 a Reggio Emilia e di Giuseppe Ruggiero, 35enne cutrese, ammazzato da quattro uomini travestiti da carabinieri il 22 ottobre 1992 a Brescello, sempre nel Reggiano. Il tutto rientrerebbe nell’ambito della faida tra le cosche rivali Vasapollo-Ruggiero e Dragone-Grande Aracri-Ciampà-Arena.

In primo grado Grande Aracri a Reggio Emilia era stato giudicato colpevole come mandante per l’omicidio Ruggiero, mentre per l’altro delitto era stato assolto per “non aver commesso il fatto” e assolti erano stati anche gli altri tre imputati. La Corte di assise di appello aveva poi accolto le ragioni della Procura generale di Bologna, rappresentata dall’attuale procuratore generale reggente Lucia Musti e dalla pm della Dda Beatrice Ronchi, applicata anche in secondo grado. E così erano stati condannati, il 30 settembre, oltre a Grande Aracri, anche Angelo Greco, Antonio Lerose e Antonio Ciampà. Ora per i quattro ci sarà un nuovo appello.

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