Omicidio Berlingieri a Lamezia, ergastolo confermato in appello per Marco Gallo

Confermati anche in secondo grado i 15 anni di reclusione per la moglie Federica Guerrise

di Gabriella Passariello- Nessuna variazione rispetto alla sentenza di primo grado emessa il 18 novembre 2020. La Corte di assise appello di Catanzaro, presieduta da Gabriella Riillo ha confermato il carcere a vita per  Marco Gallo e i 15 anni di reclusione nei confronti di Federica Guerrise, per l’omicidio di Francesco Berlingieri, di 57 anni, il fruttivendolo freddato davanti al suo negozio, in via Fiume a Sambiase il 19 gennaio 2017. I giudici di secondo grado hanno accolto la richiesta dei difensori di parte civile Pino e Alessandro Zofrea. Non sono servite le dichiarazioni rese in primo grado da Gallo, che collegato in videoconferenza, aveva reso dichiarazioni spontanee per circa quaranta minuti, dichiarazioni durante le quali aveva parlato di sè stesso e della moglie come una coppia di brave persone, affermando che mai avrebbe fatto del male, né avrebbe potuto coinvolgere la moglie in un’azione efferata e più volte aveva citato episodi della propria infanzia, descrivendosi come una persona non violenta.

Incastrati dalle telecamere

Incastrati dalle telecamere

Secondo il castello accusatorio, Gallo avrebbe materialmente eseguito l’agguato sparando da distanza ravvicinata la vittima mentre questa stava scaricando della merce davanti al suo negozio nel quartiere di Sambiase, a Lamezia, mentre la moglie avrebbe svolto il ruolo di “specchietto”, effettuando dei sopralluoghi a bordo della sua Fiat 600, appostandosi nei pressi del negozio per poi avvertire telefonicamente il marito dell’arrivo di Berlingieri. Nell’agguato venne ferito lievemente anche il nipote 11enne della vittima, che lo stava aiutando a scaricare delle cassette di frutta da un furgone. Ad incastrare i due coniugi le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dove è avvenuto l’omicidio. Marco Gallo è stato condannato in primo grado all’ergastolo anche per gli omicidi del dipendente delle Ferrovie della Calabria Gregorio Mezzatesta, ucciso a Catanzaro il 24 giugno 2017, e dell’avvocato penalista Francesco Pagliuso, freddato davanti alla sua abitazione il 9 agosto del 2016 a Lamezia Terme.

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