Omicidio Bruno-Raimondi nel Catanzarese, chiuse le indagini

La morte di Giuseppe Bruno e Caterina Raimondi sarebbe avvenuta nell'ambito di uno scontro tra cosche di 'ndrangheta nel 2013

La Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Catanzaro ha notificato la chiusura delle indagini per Francesco Gualtieri, 43 anni, ritenuto l’esecutore materiale del omicidio dei coniugi Giuseppe Bruno, 39 anni, e Caterina Raimondi, 29 anni, il 18 febbraio 2013 a Squillace. Il crimine sarebbe avvenuto, secondo gli investigatori, nel contesto di uno scontro tra cosche di ‘ndrangheta: i Catarisano, operanti a Borgia e zone limitrofe, e il clan dei Bruno di Vallefiorita, dove lo stesso Giuseppe Bruno ricopriva il ruolo di reggente.

Gualtieri è stato indagato dopo essere stato arrestato nel novembre 2023 per il duplice omicidio. Secondo quanto si legge nel provvedimento firmato dal pubblico ministero Debora Rizza, il delitto è avvenuto con un fucile AK47 kalashnikov. Difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Antonio Lomonaco, Gualtieri è già stato condannato in via definitiva, a 12 anni, con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso ed è attualmente detenuto nella Casa circondariale di Terni. Il pm ha notificato all’imputato la fine delle indagini preliminari confermando l’accusa di omicidio aggravato dalle modalità mafiose.

Gualtieri è stato indagato dopo essere stato arrestato nel novembre 2023 per il duplice omicidio. Secondo quanto si legge nel provvedimento firmato dal pubblico ministero Debora Rizza, il delitto è avvenuto con un fucile AK47 kalashnikov. Difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Antonio Lomonaco, Gualtieri è già stato condannato in via definitiva, a 12 anni, con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso ed è attualmente detenuto nella Casa circondariale di Terni. Il pm ha notificato all’imputato la fine delle indagini preliminari confermando l’accusa di omicidio aggravato dalle modalità mafiose.

L’avviso di chiusura indica anche, come Capo B, il reato di possesso di arma clandestina. Nell’atto si ricorda ché l’indagato potrà “presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore; richiedere al P.M. il compimento di atti d’indagine; presentarsi per rilasciare dichiarazioni chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio” entro il termine di 20 giorni.

Bruno e la moglie stavano per salire a bordo della loro auto quando un individuo sparò contro l’uomo una trentina di colpi di Kalashnikov. Alla donna, invece, il killer sparò un unico colpo al volto, lasciandola sfigurata. Un cappellino contenente tracce di Dna combacianti con il profilo genotipico dell’indagato è uno degli elementi che hanno portato all’arresto di Gualtieri.

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