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Omicidio Fabiana Luzzi, padre: “Nessun premio a chi uccide”

“Dopo i benefici che hanno dato all’assassino di mia figlia, che viene a firmare in caserma sotto casa nostra, mi sentivo obbligato a scrivere al ministro della Giustiza ed al presidente della Repubblica”. Lo afferma Mario Luzzi, padre di Fabiana, la ragazza uccisa e data alle fiamme dal fidanzato nel 2013, nel Cosentino. “Il ministro ancora non mi ha chiamato, gradirei almeno una telefonata da parte sua, io finora so solo da voci di corridoio che si sarebbe attivato per mandare degli ispettori.

Chi commette delitti efferati, deve perdere il diritto di essere libero – sottolinea il padre di Fabiana – perché potrebbe farlo ancora, e proprio oggi ho appreso di un’altra donna uccisa dal marito. Ma in quale nazione, in quale stato di diritto stiamo vivendo? Per chi sono i diritti? Per le vittime o per i carnefici?”, si chiede l’uomo. Che aggiunge: “A me sembra che siano per i carnefici”.

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