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Omicidio Fiamingo nel Vibonese, al via il processo: c’è anche il boss Cosmo Mancuso

E’ iniziata questa mattina il processo ordinario dinanzi alla Corte d’assise di Catanzaro presieduta da Alessandro Bravin a carico di Antonio Prenesti, 52 anni di Nicotera (difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Francesco Sabatino), Salvatore Domenico Polito, 56 anni di Paradisoni di Briatico (avvocati Enzo Galeota e Domenico Soranna) e Cosmo Mancuso 71 anni di Limbadi (avvocati Guido Contestabile e Antonio Corsaro).

Prima udienza

In prima battuta la Corte ha rigettato alcune questioni preliminari sollevate dagli avvocati Galeota e Sabatino per poi ammettere le prove e nominare un perito per procedere alla trascrizione delle conversazioni indicate dal pm. I giudici hanno poi rinviato al 17 novembre quando verranno sentiti i principali investigatori interessati nella vicenda l’attuale capo della Mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti, l’ispettore oggi in pensione Carmelo Pronesti e Giuseppe Leggio.

Operazione “Errore Fatale”

I tre imputati sono rimasti coinvolti nell’operazione antimafia “Errore Fatale” della Dda di Catanzaro e della Squadra Mobile di Vibo Valentia che fa luce anche sull’omicidio di Raffaele Fiammingo, detto “Il Vichingo”, ritenuto a capo dell’omonimo clan di Rombiolo, nel Vibonese, e del ferimento del presunto boss Francesco Mancuso di Limbadi, detto “Ciccio Tabacco”. Fatti di sangue avvenuti la notte del 9 luglio del 2003 a Spilinga davanti ad un panificio gestito da un parente di Antonio Prenesti, ritenuto organico al clan Mancuso, tanto da essere accusato dell’omicidio. Ad armargli la mano sarebbe stato Cosmo Michele Mancuso, che secondo l’accusa sarebbe entrato in contrasto con il nipote Francesco Mancuso e da qui la decisione di tendergli un agguato mentre si trovava in compagnia del suo “guardaspalle” Raffaele Fiammingo. Alla base delle accuse, anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Emanuele Mancuso ed Andrea Mantella.

 

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