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Omicidio Franzoni nel Vibonese, assolto in appello il fratello di Andrea Mantella

La Corte di Assise di Appello di Catanzaro, presieduta da Fabrizio Cosentino, in riforma della sentenza emessa in primo grado, ha assolto Nazzareno Mantella dall’accusa di omicidio aggravato dalle finalità mafiose ai danni di Mario Franzoni, ucciso a Portosalvo  (frazione di Vibo Valentia) nell’agosto del 2002. Il cugino dell’ex boss oggi collaboratore di giustizia, Andrea Mantella, era accusato anche di ricettazione e dal porto di armi da sparo, anche questi aggravati dalle finalità mafiose. Difeso dagli avvocati Salvatore Sorbilli e Antonio Porcelli, in primo grado era stato condannato alla pena di venti anni e sei mesi di reclusione.

Assolto “per non aver commesso il fatto”

Nell’udienza di oggi, 26 ottobre, il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna mentre gli avvocati Sorbilli e Porcelli hanno insistito per l’accoglimento dell’appello e dunque per l’assoluzione dell’imputato. Una richiesta accolta dalla Corte di Assise di Appello, che ha assolto Mantella con formula piena “per non aver commesso il fatto” ed ha ordinato l’immediata liberazione. Nella passate udienze, la Corte aveva accolto in via parziale la richiesta di rinnovazione del dibattimento avanzata dalla difesa e, con apposita ordinanza, disposto la riescussione dei collaboratori di giustizia Andrea Mantella e Domenico Giampà e l’esame dell’imputato Salvatore Mantella.

Le ipotesi accusatorie

Secondo la la Dda di Catanzaro, Salvatore e Nazzareno avrebbero  curato la logistica dell’omicidio fornendo le armi e un motorino ai killer: Domenico e Vincenzo Giampà. i quali avrebbero raggiunto la vittima – che si trovava sulla sua Fiat Punto dopo essere rientrato in paese per un periodo di vacanza proveniente dal Comasco – in sella ad una moto, esplodendole contro diversi colpi di pistola. Franco Barba e Andrea Mantella, fratello dell’imputato, vengono, invece, indicati come i mandanti del delitto ma la loro posizione è stata separata da quella degli altri imputati. Il movente – secondo quanto raccontato agli inquirenti da Andrea Mantella –  risiederebbe nel fatto che Franzoni avrebbe picchiato e poi puntato la pistola e colpito in faccia i figli di Franco Barba.

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