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Omicidio Gentile, la famiglia: riduzione pena è ingiustizia (SERVIZIO TV)

di Carmen Mirarchi – Omicidio Gentile , ieri la decisione di ridurre la pena di Nicolas Sia da 16 a 12 anni.

La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha rideterminato a 12 anni di reclusione la condanna nei confronti del reo confesso dell’omicidio del conoscente Marco Gentile, avvenuto il 24 ottobre 2015 in un quartiere del centro storico di Catanzaro. Una decisione che ha scatenato l’ira dei familiari di Gentile che alla lettura della sentenza si sono accese le rimostranze dei familiari e gli avvocati hanno dovuto lasciare l’aula scortati.
Oggi a Calabrta 7 intervengano i familiari di Marco Gentile. La madre Anna Curto, la zia Loredana Curto e la cugina Antonella Cannistra’ Non ci stanno e sono pronte a difendere il nome di Marco dopo una decisione a loro avviso assurda.

La famiglia di Marco non ci sta ad accettare  una sentenza che per loro :è vergognosa per l’intera città di Catanzaro” e chiedono giustizia. Anna Curto è la madre di Marco Gentile e chiede l’unione di tutte le madri che hanno avuto i figli innoceni così barbaramente uccisi. “Uniamoci affinché si ottenga giustizia per i nostri figli”. Loredana Curto, la zia di Marco, ci racconta quello che è avvenuto ieri presso il Tribunale di Catanzaro. “Non ci vogliono fare parlare ci hanno chiesto di stare zitti. Ma come si può stare in silenzio, abbiamo perso nostro nostro nipote, una persona che abbiamo seguito sempre. Marco – dice la zia – non era un drogato, non era uno spacciatore e questo lo dimostrano anche le perizie. Stanno offendendo un innocente che adesso non è qui per difendersi. Se davvero per loro Sia non ha commesso nulla di così tanto grave perché hanno chiesto il rito abbreviato. Avrebbero potuto chiedere il rito ordinario così avremmo potuto portare anche noi testimonianze.

Antonella, la cugina di Marco Gentile, punta il dito contro la difesa di Sia, perché le attenuanti relative al bullismo “non sono tollerabili e non si può dare un messaggio del genere giovani” dice Antonella. ‘I ragazzi devono capire se che commettono un errore devono pagare senza attenuanti e senza scuse e tra l’altro Marco non ha mai bullizzato nessuno e questo lo confermano i fatti  e lo confermano le perizie. Mio cugino si poteva anche salvare forse ma la ferocia di 12 coltellate non gli hanno permesso neanche di scappare, anche se in realtà già le prime coltellate hanno tagliato praticamente la gola quindi salvarsi la vita sarebbe stato praticamente impossibile.  Ma un ragazzo che va in giro con un coltello certo non è un innocente” dice Antonella. Loredana è offesa dalle parole usate dall’avvocato difensore di Nicolas. “Lo ha definito un bambino –  dice Loredana – ma un bambino non uccide una una persona, non uccide un ragazzo. Ci poteva stare una scazzottata ma invece è Nicolas ha ucciso perché invidioso di mio nipote a cui è stata negata la vita”. La famiglia non si ferma combatterà fino alla fine per arrivare ad avere la giustizia che ritengono opportuna.

“Oggi non credo nella giustizia, il mio cuore è a pezzi ma con quello che mi è rimasto, perché il mio cuore se n’è andato via con mio figlio, dovrò aspettare il mio assassino fuori” queste le dure parole della mamma di Marco Gentile dopo la sentenza per Nicolas
a 12 anni. “Ho già gridato ieri nell’aula che ormai la mia vita è è finita, l’ho gridato ieri nell’aula davanti ai giudici” ha concluso.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

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