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Omicidio Gigliotti a Lamezia Terme, arrestato il killer

marco gallo

Il personale della Mobile di Catanzaro e del Commissariato di Lamezia Terme, su disposizione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, diretta dal procuratore Salvatore Maria Curcio, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale Lametino, Rossella Prignani, a carico del 37enne Marco Gallo, ritenuto responsabile dell’omicidio e della distruzione del cadavere di Domenico Maria Gigliotti, commesso a Lamezia Terme il 25 gennaio del 2015.

Le indagini

Le indagini, dirette dal pm Santo Melidona e condotte dalla Sezione investigativa del Commissariato di Lamezia Terme e dalla Squadra Mobile di Catanzaro, si sono orientate nei confronti di Gallo – già coinvolto negli omicidi di Francesco Berlingieri (per tale episodio delittuoso, già condannato dalla Corte d’assise di Catanzaro alla pena dell’ergastolo), Gregorio Mezzatesta e dell’avvocato Francesco Pagliuso – in considerazione del fatto che lo stesso figurava tra le vittime della truffa dei cosiddetti viaggi fantasma venduti dall’agenzia Easy Fligth, gestita dalla moglie della vittima. Sarebbe stato proprio l’incasso fraudolento dell’anticipo di 1.100 euro versato per l’acquisto di una crociera, a cui avrebbero dovuto partecipare Gallo e la moglie, nonché la mancata restituzione dello stesso a scatenare la violenta reazione dell’indagato che, già nel mese di ottobre 2014, aveva esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione della famiglia Gigliotti.

Gli esiti della comparazione balistica

Fondamentale per l’incolpazione di Gallo, in questo ulteriore grave fatto di sangue, sono stati, nonostante l’utilizzo di un revolver per l’esecuzione del delitto, gli esiti della comparazione balistica, affidata agli esperti della Polizia Scientifica. Premesso che sia in occasione del pregresso danneggiamento dell’abitazione, sia in sede di esame autoptico, erano state repertate e sottoposte a sequestro probatorio le ogive dei colpi esplosi, gli accertamenti tecnico-balistici di natura comparativa, di particolare pregio e rilevanza, hanno consentito di stabilire in modo certo che nei due episodi delittuosi (danneggiamento dell’abitazione ed omicidio di Domenico Maria Gigliotti) fosse stata adoperata la stessa arma. L’ulteriore approfondimento tecnico-scientifico, inoltre, ha consentito di accertare che si tratta – secondo gli inquirenti –, nella fattispecie, del medesimo revolver utilizzato per assassinare l’avvocato Pagliuso, omicidio per il quale Gallo risulta in atto sottoposto a custodia cautelare in carcere ed attualmente imputato dinanzi alla Corte d’assise di Catanzaro.

A completare il quadro indiziario – secondo l’accusa – è stata l’analisi ed elaborazione dei dati di traffico telefonico acquisiti, ulteriore risultanza tecnica che permette di collocare Gallo in prossimità dell’abitazione della vittima in occasione del danneggiamento. In particolare, Domenico Maria Gigliotti fu assassinato nella prima mattinata del 25 gennaio 2015, all’ingresso della propria abitazione. Le modalità del delitto suscitarono particolare clamore: l’assassino, infatti, dopo aver attinto la vittima con alcuni colpi di pistola del tipo revolver, diede fuoco all’auto sulla quale viaggiava la stessa. Le risultanze dell’esame autoptico sul cadavere consentirono di accertare che Gigliotti, nel momento in cui si sprigionarono le fiamme, fosse ancora in vita, come testimoniato dalla presenza di fumo nei polmoni. Maggiori informazioni saranno fornite nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10:00 al Commissariato di Lamezia Terme.

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