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Omicidio Giordanelli, disposta perizia psichiatrica su imputato

In data odierna, presso la Corte d’Assise D’Appello di Catanzaro, veniva celebrato il procedimento penale a carico del sig. Paolo Di Profio, imputato per l’omicidio della cognata, dott.ssa Anna Elisa Giordanelli, commesso in data 27 gennaio 2016. Si tratta di un processo per il quale, in primo grado, la Corte d’Assise di Cosenza, accogliendo la richiesta della difesa, ne disponeva la celebrazione nelle forme del rito abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia psichiatrica al fine di valutare la capacità di autodeterminazione in capo al Di Profio (soggetto affetto da diverse patologie nonchè assuntore di sostanze stupefacenti e di alcool).

All’esito del processo di primo grado, la Corte d’Assise di Cosenza emetteva, in data 09 febbraio 2018, la sentenza con la quale veniva dichiarata la penale responsabilità dell’imputato in ordine ai delitti ascrittigli con condanna alla pena di anni trenta di reclusione, pene accessorie, applicazione di misure di sicurezza e risarcimento del danno in favore delle parti civili costituite. In data 16 aprile 2019, la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro – presidente dott.ssa Gabriella Reillo, a latere dott. Domenico Commodaro – su richiesta dell’avv. Giuseppe Fonte, all’esito della discussione finale ha emesso un’ordinanza con la quale disponeva effettuarsi una nuova perizia psichiatrica. Con la decisione assunta la Corte ha deciso di riaprire il giudizio al fine di verificare la capacità d’intendere e di volere di Paolo Di Profio. L’avv. Fonte ha dichiarato: “La soddisfazione della difesa per la decisione assunta dalla Corte è di tutta evidenza. Avevamo segnalato nei motivi scritti ed oggi oralmente le contraddizioni e le incertezze della perizia depositata nel giudizio di primo grado. La prova scientifica nel processo penale non può e non deve contenere ombre e lacune. Dunque doverosa deve essere la verità clinica sullo stato di salute dell’imputato al momento del fatto.”.

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