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Omicidio nel Crotonese, condanne pesanti per mandanti ed esecutori: 3 ergastoli (NOMI)

Giuseppe Pannace

di Gabriella Passariello- Sono state inflitte condanne pesanti per mandanti ed esecutori dell’omicidio consumato e tentato di Rocco Castiglione e del fratello Raffaele, coinvolti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice “Trigarium”, che ha inferto un duro colpo alla cosca Bagnato di Roccabernarda. La Corte di assise, presieduta da Alessandro Bravin, ha inflitto cinque condanne e un’assoluzione, sentenziando il carcere a vita per  Antonio Bagnato, Antonio Marrazzo e Antonio Cianflone, così come richiesto al termine della requisitoria dal pubblico ministero della distrettuale Paolo Sirleo. Inoltre i giudici hanno inflitto  30 anni a Michele Marrazzo ( il pm aveva chiesto 24 anni di reclusione) e  12 anni per il collaboratore di giustizia Domenico Iaquinta (il pubblico ministero in aula aveva invocato 13 anni). Assolto Gianluca Leonetto, come richiesto dal pm in aula. A giugno dello scorso anno il Tribunale di Crotone ha sentenziato 14 condanne per altrettanti imputati coinvolti nella stessa inchiesta e accusati a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, detenzione e porto illegale di armi, estorsione, ricettazione, danneggiamenti, uccisione di animali.

 L’omicidio e il tentato omicidio

L’indagine “Trigarium”, che ha portato il 30 luglio 2018, la Compagnia dei carabinieri di Petilia Policastro all’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip distrettuale su richiesta della Dda di Catanzaro, diretta dal procuratore capo Nicola Gratteri, è scattata in seguito al tentato omicidio di Raffaele Castiglione e all’omicidio del fratello Rocco, avvenuti il 31 maggio 2014. Entrambi si trovavano nelle campagne di Roccabernarda a bordo di un fuoristrada, quando i killer hanno iniziato a sparare. Raffaele riuscì a scappare e a chiedere aiuto ai Carabinieri, per Rocco Castiglione invece, freddato da colpi di fucile caricato a pallettoni, non ci fu nulla da fare. Un delitto, che secondo la Dda di Catanzaro, avrebbe segnato il passaggio di consegne su Roccabernarda dagli stessi Castiglione alla famiglia Bagnato. Dell’omicidio e del tentato omicidio sono imputati in qualità di mandante e ideatore dell’agguato il boss Antonio Santo Bagnato, mentre gli esecutori, ciascuno con un ruolo determinato, sarebbero riconducibili ad Antonio Marrazzo, Antonio Cianflone, Domenico Iaquinta, Michele Marrazzo e Gianluca Leonetto. Per quest’ultimo imputato oggi i giudici hanno emesso un verdetto di assoluzione.

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