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‘Ndrangheta, arrestato elemento di spicco della cosca Alvaro (VIDEO)

Nel corso di un’operazione congiunta dei Carabinieri della Compagnia di Palmi e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, scattata nella serata del 2 dicembre, è stato catturato Rocco Graziano Delfino, di anni 34, ricercato dall’agosto 2017 poiché, già sottoposto agli arresti domiciliari, si sottraeva dapprima a ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica alla Corte d’Appello di Reggio Calabria che lo condannava ad una pena di anni 4 e mesi 4 di reclusione nonché a ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio gip al Tribunale di Reggio per associazione mafiosa poiché ritenuto elemento di spicco della cosca Alvaro di Sinopoli.

In particolare, in qualità di partecipe al locale di ‘ndrangheta di Santa Eufemia d’Aspromonte e, più specificatamente alla frangia mafiosa riferibile a Domenico Laurendi, partecipava a riunioni di ‘ndrangheta in cui si discuteva dell’affiliazione e/o dell’attribuzione di doti di ‘ndrangheta ai sodali e con il compito di veicolare informazioni agli affiliati. Anche alla luce del suo stato di latitanza, la Procura Generale della Repubblica della Corte di Appello di Reggio, nel marzo 2020, emetteva provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, per l’esecuzione di una pena definitiva di 12 anni, 2 mesi e 25 giorni per vari reati contro il patrimonio, rapina, traffico di sostanza stupefacente, porto abusivo di armi ed altro.

I militari dell’Arma, dopo numerosi servizi di appostamento in area impervia e poco accessibile, sono riusciti a individuarlo in un casolare in zona montana di Sant’Eufemia d’Aspromonte dove trovava rifugio e, dopo aver cinturato l’intera area, hanno sorpreso Delfino in compagnia del fratello e di un altro parente, entrambi arrestati per concorso in favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena. Al momento dell’arresto, il latitante veniva trovato in possesso di una pistola cal. 6,35 con matricola abrasa munita di due caricatori e 11 colpi, una carta di identità e una patente di guida (entrambe falsificate) attraverso le quali ne veniva agevolata la latitanza, nonché alcune ricetrasmittenti verosimilmente utilizzate dalla rete di favoreggiatori. I tre arrestati, al termine delle formalità di rito, venivano associati alla casa circondariale di Palmi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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