Calabria7

Dalle truffe online ai furti nelle abitazioni, tutti gli affari della “cosca degli Zingari”

Furti nelle abitazioni e non solo. Il gruppo criminale di etnia Rom finito al centro dell’inchiesta condotta dalla Procura di Locri era specializzato anche nelle truffe online. La banda sfruttava i siti di annunci per individuare la merce e “agganciare” le vittime da truffare attraverso artefizi e raggiri per sottrarre o farsi consegnare i beni in vendita che, successivamente, venivano rivenduti sul mercato nero o sul web. In alcuni occasioni, il sodalizio criminale non si faceva scrupoli di speculare su genitori costretti a vendere i propri beni per poter curare i figli affetti da gravi patologie.

La base operativa a Bovalino e Ardore

Il gruppo aveva base operativa in alcuni complessi popolari di Bovalino e Ardore. Secondo l’accusa era capeggiato da Cosimo Berlingeri, 36 anni, indicato quale il promotore e l’organizzatore dell’associazione, ovvero colui che coordinava le attività illecite della banda affiancato dallo zio Francesco Berlinger, 54 anni, alias “Cicciu u Zingaru”, rispettivamente nipote e fratello di Nicola Berlingeri, 55 anni, assassinato ad Ardore nell’aprile del 2012 e indicato in altri procedimenti penali come il capo della “cosca degli zingari”.

I furti nelle abitazioni e il business della droga

L’inchiesta ha ricostruito una serie di furti perpetrate nelle abitazioni di privati cittadini che si sono rivolti alla forze dell’Ordine per denunciare quanto accaduto. Secondo l’inchiesta alla base di tutto c’era proprio questo gruppo criminale, specializzato nello “svaligiare” le case nelle ore notturne. Il gruppo era solito guadagnare profitti anche dalla vendita al dettaglio di eroina e cocaina, le cui dosi sarebbero state occultate in  intercapedini ricavate nei sottoscala e nelle pertinenze del complesso residenziale pubblico di Bovalino, utilizzato come base operativa, da dove veniva prelevato e ceduto agli acquirenti su richiesta.

Le armi maneggiate davanti ai bambini

Le indagini condotte dai carabinieri, supportate anche da attività tecnica, hanno consentito di individuare e riscontrare la presenza di armi nella disponibilità del sodalizio criminale. In particolare, BERLINGERI Cosimo Berlingeri unitamente all’indagato Iulian Florin Feraru maneggiavano le armi anche in presenza dei bambini di età prescolare (4-5 anni). Nel maggio scorso, una mirata attività condotta dai militari del Gruppo Carabinieri di Locri, collaborati dalla Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, ha permesso di sequestrare armi perfettamente funzionanti, in ottimo stato di conservazione, e di procedere all’arresto di Domenico Marrapodi, fratello di Giuseppe.

Lo smaltimento illecito di rifiuti

Un altro business del gruppo criminale riguardava il recupero di rifiuti di vario genere:  dal materiale di risulta ai rifiuti pericolosi e speciali che, privi di alcuna autorizzazione e non curanti delle normative vigenti, smaltivano illecitamente anche in aree protette da vincoli paesaggistici ed ambientali (torrenti e valloni) con grave pregiudizio per l’ambiente e conseguente grave rischio idrogeologico. Non ultimo, gli indagati si rendevano responsabili di maltrattamenti di animali. Sono stati documentati episodi nei quali hanno legato animali con violenza, mettendogli una corda al collo, li sollevavano per poi scaraventarli a terra, ove venivano colpiti con ripetuti calci dai figli minori. In un’altra occasione, dopo aver maltrattato delle galline, le gettavano vive in pasto ad un gruppo di cani chiusi in un recinto per osservare la scena.

Blitz contro gruppo criminale Rom nel Reggino: i nomi degli arrestati (VIDEO)

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Reggio Calabria, incendio alla Corte d’Appello. Vigili del fuoco in azione (FOTO E VIDEO)

Mimmo Famularo

Comune, Minicuci a Reggio e Fdi a Roma. Centrodestra con l’acqua alla gola

mario meliadò

Università di Reggio, inizia il master in gestione risorse territoriali

Andrea Marino
Click to Hide Advanced Floating Content