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“Furbetti” del badge a Gioia Tauro, uno “strisciava” per tutti: 18 indagati

Cinque persone agli arresti domiciliari e 10 sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, altre 3 indagate. E’ il bilancio dell’operazione “Swipe” della polizia che avrebbe fatto emergere diversi casi di assenteismo negli uffici di Gioia Tauro dell’Arsac, l’agenzia regionale per lo sviluppo agricolo della Calabria. Le misure sono state eseguite stamane dagli agenti del commissariato di Gioia Tauro, coordinati dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Palmi, e con il supporto di agenti di diversi commissariati del Reggino oltre che della squadra mobile del capoluogo di provincia e del Reparto prevenzione crimine di Siderno.

Le ipotesi accusatorie

Agli indagati sono stati sequestrati 12.000 euro, pari ai soldi percepiti illegittimamente nonostante le assenze ingiustificate dal lavoro. Secondo quanto emerso dalle indagini, effettuate attraverso appostamenti e pedinamenti, oltre che con filmati, gli indagati, a turno, strisciavano il “badge” d’ingresso negli uffici per conto dei colleghi, al fine di attestarne falsamente la presenza sul posto di lavoro. Assenteismo e truffa i reati contestati a vario titolo.

L’ elenco degli indagati

1. A.C., di anni 58, di Sinopoli;
2. C.A.,di anni 59, di Palmi;
3. C.G.,di anni 65, di Gioia Tauro;
4. C.V.,di anni 56, di Palmi;
5. C.P. di anni 54, di Rizziconi;
6. C.D.E., di anni 30, di Rizziconi;
7. C.F.,di anni 62, di Rizziconi;
8. C.F., di anni 50, di Rizziconi;
9. C.D., di anni 63, di Rizziconi;
10. D.M.L., di anni 66, di Molochio;
11. G.G., di anni 67, di Reggio Calabria;
12. L.G., di anni 46, di Rizziconi;
13. S.A., di anni 43, di San Giorgio Morgeto;
14. V.G.,di anni 57, di Sinopoli;
15. V.L., di anni 60, di Cittanova

A carico degli indagati C.F., di anni 62, C.F. di anni 50, C.D.E., L.G., e C.V. è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. A carico degli altri 10 indagati è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La conferenza stampa

Uno dei destinatari delle misure è deceduto. “Il Commissariato di Gioia Tauro – ha detto il questore di Reggio Calabria, Maurizio Vallone – è particolarmente vessato di tantissime incombenze legate alla tendopoli di San Ferdinando e al Porto di Gioia Tauro e nonostante ciò riesce anche a lavorare nel settore della polizia giudiziaria facendo tantissimi arresti su strada, di spacciatori e trasportatori di stupefacenti, ma anche indagini più complesse con la Procura di Palmi o la Dda di Reggio Calabria”.
Vallone è intervenuto stamani alla conferenza stampa presso il commissariato di Gioia Tauro, insieme al dirigente del Commissariato, Diego Trotta e al suo vice, Andrea Matrella, per illustrare i dettagli dell’operazione. “Questa operazione – ha aggiunto il questore Vallone – è tipica di attività di contrasto ad alcune forme di malcostume, il cosiddetto fenomeno dell’assenteismo, da parte di soggetti appartenenti alla pubblica amministrazione. In questa zona ultimamente ne sono state fatte diverse. Questa volta il commissariato ha operato con attività tecniche insieme alla Procura della Repubblica di Palmi, con il procuratore capo Ottavio Sferlazza che ha operato in persona su questa indagine e il pm Rocco Cosentino, consentendo l’emissione di numerose misure di custodia cautelare che sono state eseguite stamattina”.

Assenteismo e truffa in Calabria, 15 misure cautelari a Gioia Tauro

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