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OPINIONI | Stop all’ergastolo ostativo: “Un favore ai boss e un autogol dello Stato”

di Angela Napoli* – La lotta alla mafia consiste principalmente nel sottrarre potere ai criminali, potere che costoro ostentano sotto ogni forma e ad ogni piè sospinto. Nel momento in cui la Giustizia infligge l’ergastolo, scaturito da un regolare processo, sottrae potere alla criminalità e lo Stato vince la lotta. Ne consegue che l’abolizione dell’ergastolo ostativo comporterebbe la riaffermazione del potere ai boss ed un chiaro cedimento dello Stato nella lotta al crimine organizzato.
Ricordo che in Italia l’ergastolo ostativo viene applicato a soggetti accusati di reati di particolare gravità, quali quelli di mafia, terrorismo, traffico di droga, pedopornografia e prostituzione minorile ed è escluso dai benefici penitenziari, a meno che coloro che sono condannati non dimostrino di volersi dissociare con gli ambienti criminali di provenienza e quindi di voler collaborare con la giustizia.
Si comprenderà pertanto che la vera preoccupazione per i mafiosi sia proprio l’inflizione dell’ergastolo senza la possibilità di accedere ai benefici, ne consegue che per qualsiasi criminale al quale sia stata inflitta la pena dell’ergastolo, pretendere di accedere ai benefici senza aver mai offerto forme di pentimento e quindi di collaborazione con la giustizia, significhi continuare a mantenere ed ostentare potere criminale, anche nei confronti dello Stato.

Primo passo per rimettere in discussione il carcere duro

Angela Napoli

Non va inoltre sottovalutato il fatto che l’eliminazione dell’ergastolo ostativo nasconde altresì la possibilità, altrettanto desiderata dai boss criminali, di rimettere in discussione l’applicazione del carcere duro, il 41-bis. E non mi si venga a dire che per criminali sottoposti alla condanna dell’ergastolo perché responsabili di plurimi omicidi, occultamento di cadaveri, sequestro di persona, detenzione di armi, traffico di droga, ecc., possa essere considerata forma di pentimento la buona condotta mantenuta durante il periodo di detenzione.
E che non mi si parli nemmeno di umanità per i boss a fronte della mancanza di umanità che tali criminali hanno avuto nel rendersi responsabili di omicidi che hanno lastricato di sangue le vie dei nostri Paesi e gettato nel lutto numerose famiglie.
Per quanto sopra appare chiaro che l’eliminazione dell’ ergastolo ostativo e, a gioco del domino, del 41-bis, non solo significherebbe un chiaro cedimento dello Stato, ma annullerebbe, altresì, anni di vera lotta alla mafia, oltraggiano ed offendendo il ricordo di tutte le vittime innocenti.

*Ex componente della Commissione parlamentare antimafia e presidente dell’associazione “Risveglio Ideale”

OPINIONI | Stop all’ergastolo ostativo: “Sì alla speranza e alla funzione rieducativa della pena”

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