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Ospedale Pugliese-Ciaccio: carenza di personale, visite in Reumatologia rinviate al 2022

coronavirus piscopio

Blocco delle prestazioni sanitarie e specialistiche del reparto di Reumatologia dell’Ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro. L’associazione Calabrese Malati Reumatici, insieme al coordinamento Associazioni Provinciali e Regionali Malati Reumatici scrivono al direttore generale dell’Asp di Catanzaro Gerardo Mancuso e al commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio per chiedere un urgente intervanto. “Noi associazioni, tutti gli ammalati di patologie reumatiche e le loro famiglie che rappresentiamo su questo nostro territorio, – si legge nella missiva – siamo profondamente scossi nell’apprendere la notizia inaspettata che, per decisione aziendale: il Cup è obbligato a non accettare più le prescrizioni brevi in Medicina Generale e in particolare per la Reumatologia. Pertanto: le priorità brevi non vengono più gestite “per disposizione della struttura ospedaliera”. A ciò si aggiungono le liste d’attesa, che sono di nuovo molto lunghe, e superano i 120 giorni o inizio anno 2022″.

Annullate visite già prenotate

Vengono annullate – denuncia Rosario Pugliano presidente dell’associazione Calabrese Malati Reumatici – anche le prenotazioni già fissate dagli stessi sanitari per pazienti bisognosi di rivedere i piani terapeutici, e visite di controllo, invitando loro per telefono, ad accomodarsi in altre lontane date. Questo è un insulto per tutti i malati, e di più per quelle unità più fragili, che meritano rispetto da un centro di eccellenza rispettoso. Vogliamo sottolineare che Il Centro reumatologico del Pugliese è vita per migliaia di famiglie, e noi non permettiamo questa vergogna. Se la situazione rimarrà invariata l’Ospedale Pugliese-Ciaccio non potrà più prendere più in carico pazienti provenienti da questa e da altre province. La causa, dicono, è la carenza di personale medico e riduzione di orari, e poiché le disponibilità economiche dell’Azienda ospedaliera del Pugliese sono limitate, nulla si può fare. Questa è la risposta alle nostre insistenze”.

L’Asp di Catanzaro non collabora

“Esistono le Aziende Sanitarie Provinciali, preposte a gestire – sottolinea Pugliano – i bisogni di salute dei propri cittadini. Allora emerge che la nostra Asp provinciale di Catanzaro non collabora, come altrove, non contribuisce a migliorare le cose, e continua a promuovere concorsi per personale impiegatizio e non per quello sanitario, trascurando cosi i diritti dei malati e che sono tanti. Ci si domanda, perchè in questo Centro d’eccellenza provinciale nonchè regionale del Pugliese, non si può avere una sanità funzionale come in tutte le altre province delle Regioni italiane, dal momento che ora Il piano di rientro permette l’assunzione di altri medici e le disponibilità economiche non sono più limitate come un tempo? In questo momento storico, è possibile assumere, è stato concesso alle regioni, anche alla sanità calabrese, ed è già avvenuto in Sicilia dove, per il riconoscimento dei diritti dei malati, il commissario straordinario dell’’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, Paolo Zappalà, ha sottoscritto un protocollo d’intesa fra la Prefettura, la Regione e la stessa ASP. Un accordo che definisce l’organizzazione dei servizi sanitari offerti dalla stessa Asp, per garantire ai malati di quella provincia, l’accesso alle prestazioni sanitarie oltre che quelle specialistiche nei presidi ospedalieri e distrettuali. Perché non fare altrettanto anche da noi per tutelare il diritto alla salute?Purtroppo, il Pugliese è l’unico punto di riferimento sul nostro territorio per migliaia di pazienti calabresi e forse anche siciliani, dove si gestisce un importante day hospital di reumatologia e un ambulatorio altrettanto importante con numeri elevati, e con personale inadeguato”.

Che fine faranno i pazienti?

“Apprezziamo gli sforzi di chi gestisce questa struttura, – dichiara Pugliano – ma il Centro reumatologico che è vita per migliaia di famiglie, va necessariamente e con urgenza potenziato. Non possiamo più permettere questo scempio. Che ne sarà di tutte le famiglie che fanno affidamento sulle sue cure? Queste sono le domande che ci poniamo tutti noi ogni giorno. E noi associazioni, rappresentanti di tutti gli ammalati calabresi di patologie reumatiche ,ci sentiamo in prima linea in questa emergenza, i nostri telefoni squillano di continuo. Riceviamo molte richieste d’aiuto, ma pure molte parole poco ortodosse, ma noi ugualmente sentiamo l’urgenza di dare loro delle risposte. Per questo motivo, le scriventi associazioni calabresi di Acalmar, preso atto della denunciata e preoccupante situazione esistente sullo stato della Reumatologia nella Sanità pubblica in questa provincia, carenza peraltro, più volte denunciata, al fine di tutelare e difendere, con unica voce, i diritti dei malati reumatici, abbiamo giustamente deciso di rivendicare le nostre istanze. Non vorremo ancora una volta essere inascoltati e presi in giro come spesso accade, perchè i nostri malati devono essere rispettati. E’ arrivato il momento, allora di avere un gradito riscontro per evitare di continuare la nostra lotta contro i mulini al vento. Speriamo di no, anche perchè è difficile penetrare nei vorticosi meandri istituzionali, dove residuano i postumi di questa dannata malattia del non fare e capire queste recondite motivazioni che inducono a codesti inconcepibili, incresciose e opinabili decisioni aziendali”.

© Riproduzione riservata.

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