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Overture, le estorsioni del clan negli appalti pubblici

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L’operazione Overture fa emergere la rinsaldata amicizia dei clan “Perna-Pranno” con i “Lanzino-Cicero”. E fa emergere come la consorteria mafiosa cosentina mettesse le mani nei grandi appalti a scopo estorsivo.

All’ospedale Annunziata di Cosenza, all’Unical e persino al Convento di San Francesco di Paola a Spezzano Sila, i lavori erano cosa loro.

Il blitz di Overture all’alba

Cosenza e provincia vengono svegliate dall’elicottero dei carabinieri. È in pieno svolgimento il blitz per Overture.

Nelle prime ore della mattinata i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cosenza, supportati da personale del 14esimo Battaglione Carabinieri “Calabria”, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e delle dipendenti Compagnie, con la copertura aerea di un velivolo dell’8vo Nec sono già all’opera.

L’operazione Overture è frutto del loro lavoro partito dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e il sostituto procuratore Vito Valerio che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Catanzaro.

Ventuno misure cautelari

Sono 21 soggetti i appartenenti a due diversi gruppi criminali, espressione della storica consorteria mafiosa “Perna-Pranno”, poi ridenominata “Lanzino-Cicero”, ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione di tipo mafioso”, ”associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, “tentata estorsione”, “detenzione e porto illegale di armi da fuoco”, “lesioni personali”, “ricettazione” e “furto”.

Il loro raggio d’azione è la città di Cosenza e il territorio che c’è intorno.
Il clan si è riorganizzato. Le estorsioni per le opere pubbliche

Il provvedimento scaturisce dall’ampia attività investigativa condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, e delegata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha consentito di documentare la riorganizzazione territoriale del citato sodalizio mafioso, nonché comprovarne l’operatività attraverso il compimento di estorsioni, danneggiamenti, intimidazioni e reati contro la persona ed il patrimonio nel capoluogo bruzio e nei comuni limitrofi.

Gli appalti e le estorsioni

In tale contesto, è stata, tra l’altro, accertata la responsabilità degli indagati su tre episodi estorsivi a danno di altrettante imprese assegnatarie dei lavori di ampliamento dell’ospedale Annunziata di Cosenza, degli interventi per l’ammodernamento del sistema di illuminazione del campus universitario Unical di Rende e delle opere di restauro del Convento di San Francesco di Paola a Spezzano della Sila, vittime di atti intimidatori.

Un rigido controllo criminale del territorio: l’aggressione al dipendente di Fdc

In più circostanze, i componenti della consorteria hanno evidenziato la loro caratura criminale e il rigido controllo del territorio anche attraverso l’esecuzione di furti in danno di esercenti commerciali della zona.

Diversi, poi, sono gli episodi di minaccia ed aggressione, tra cui quella ad un dipendente delle Ferrovie della Calabria presso la sede di Cosenza, “colpevole” di non aver assunto un atteggiamento tollerante a fronte delle condotte illecite poste in essere da altri colleghi, uno dei quali ha in ultimo chiesto l’intervento protettivo del sodalizio mafioso.

La droga

Le investigazioni hanno, inoltre, consentito di individuare un’altra organizzazione criminale, legata da vincoli parentali con la famiglia “Perna”, dedita all’approvvigionamento ed allo spaccio, attraverso una fitta rete di pusher, di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, ricostruendo numerosi episodi di spaccio di sostanza stupefacente e procedendo a sequestri di stupefacente di vario tipo.

Le armi da guerra

È stata, altresì, accertata la disponibilità, da parte degli esponenti dell’associazione criminale, di armi da fuoco, anche da guerra, e nel corso delle indagine sono state sequestrate: 1 mitragliatore Kalashnikov con matricola abrasa e relativo munizionamento; 8 pistole calibro 9×21, 380, 22, aventi matricola abrasa, con svariato munizionamento di diverso calibro e una carabina ad aria compressa.

I nomi e le misure cautelari di Overture

Il provvedimento cautelare è stato eseguito nei confronti di:
1. Falbo Alfonsino, Cl. 1970, (Custodia cautelare in carcere);
2. Imbrogno Massimo, Cl. 1962, (Custodia cautelare in carcere);
3. Laurato Vincenzo, Cl. 1974, (Custodia cautelare in carcere);
4. Raimondo Sergio, Cl. 1974, (Custodia cautelare in carcere);
5. Gaglianese Riccardo, Cl. 1993, (Custodia cautelare in carcere);
6. Bartone Gaetano, Cl. 1981, (Custodia cautelare in carcere);
7. Fusaro Gianfranco, Cl. 1976, (Custodia cautelare in carcere);
8. Mazzei Pietro, Cl. 1973, (Custodia cautelare in carcere);
9. Sganga Gianfranco, Cl.1974, (Custodia cautelare in carcere);
10. Apuzzo Emanuele, Cl.1984, (Custodia cautelare in carcere);
11. Mignolo Ottavio, C. 1964, (Custodia cautelare in carcere);
12. Crupillo Francesco, Cl. 1985, (Custodia cautelare in carcere);
13. Lio Carmine, Cl. 1972, (Custodia cautelare in carcere);
14. Carbone Giuseppina, Cl.1963, (Arresti domiciliari);
15. Forte Manuel, Cl. 1989, (Arresti domiciliari);
16. Fusaro Alfredo, Cl. 1966, (Obbligo di dimora);
17. Cipolla Egidio, Cl. 1994, (Obbligo di dimora);
18. Quarta Cesare, Cl. 1992, (Obbligo di dimora);
19. Castiglia William, Cl. 1987, (Obbligo di dimora);
20. Luca’ Antonio, Cl. 1992, (Obbligo di dimora);
21. Imbrogno Vittorio, Cl. 1991, (Obbligo di dimora).

© Riproduzione riservata.

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