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Palamara a C7: “Gratteri penalizzato, non ha mai voluto l’appoggio delle correnti” (VIDEO)

di Mimmo Famularo e Antonio Battaglia – “Il sistema” era il libro-confessione dove Palamara ha rivelato a Sallusti le scomode verità sulle correnti e la spartizione del potere all’interno della magistratura. Con “Lobby e logge” – il secondo libro della serie – si racconta il groviglio che unisce imprenditori, faccendieri, politici, alti ufficiali dello stato, forze dell’ordine, servizi segreti, giornalisti e magistrati. Logge e lobby che decidono insieme se affossare o avviare indagini e processi, regolare conti, consumare vendette, fare affari. L’ex presidente dell’Anm ha presentato quest’oggi il suo nuovo libro all’auditorio del Sistema Bibliotecario Vibonese, nell’ambito di un evento organizzato dal SBV e dall’Associazione Valentia. In un’intervista rilasciata prima del convegno al direttore di Calabria 7 Mimmo Famularo, moderatore dell’incontro, Palamara racconta a ruota libera come vanno le cose in Italia, o almeno, come certamente sono andate negli ultimi anni. Dalla mancata nomina di Gratteri a procuratore nazionale Antimafia fino alla figura di Pignatone, per poi passare alle chat con i magistrati e finire con l’annullamento della nomina di Giovanni Bombardieri a capo della procura di Reggio Calabria: Palamara smaschera un mondo parallelo dilaniato al suo interno da inconfessabili interessi, che agisce dietro le quinte su binari di legalità formale e si infiltra pericolosamente nelle crepe del sistema giudiziario.

  • Dottore Palamara, secondo quanto emerge dalla lettura dei suoi due libri (“Il sistema” e “Lobby e Logge”) un’oligarchia gestisce il potere della magistratura e dentro c’è una ragnatela oscura formata da imprenditori, politici, faccendieri, giornalisti, forze dell’ordine, ovviamente, magistrati. Lei l’ha definita la “cupola” oscura che ha divorato e, forse, continua a divorare l’Italia

Questo racconto era un dovere di chiarezza e di trasparenza per le vicende che mi hanno riguardato e per i tanti cittadini con i quali ho interloquito in questi anni. Non potevo accettare un racconto ipocrita: avevo la necessità di dire come funzionavano i meccanismi interni alla magistratura e quelli delle nomine, come l’appartenenza alle correnti sia un elemento decisivo all’interno della magistratura e come la cosiddetta “Loggia Ungheria” fosse in grado di incidere determinare sul comportamento delle istituzioni, del Csm e dei singoli magistrati. Il libro è un dovere di verità nei confronti dei cittadini e della magistratura, cosicché si possa indagare in una direzione giusta.

  • Per i suoi libri ha ricevuto qualche querela da parte di qualche suo ex collega?

Per il momento c’è una querela.

  • Una domanda secca e breve: perché Nicola Gratteri non è stato nominato Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo?

Come già raccontato nel libro, Nicola Gratteri è un magistrato che si è distinto autonomamente all’interno della magistratura e non ha mai cercato l’appoggio delle correnti svolgendo la sua attività con coraggio e con dedizione. Fermo restando il valore di chi è diventato procuratore nazionale antimafia, a Gratteri è mancato l’appoggio delle correnti come avvenne in occasione della mancata nomina a ministro della Giustizia.

  • Nel 2013, oltre all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chi non ha voluto Gratteri a ministro della Giustizia?

Quando ci fu la designazione di Nicola Gratteri come ministro della Giustizia, penso che tanti procuratori della Repubblica ebbero un sussulto. Questo mal di pancia venne trasferito al Quirinale quando Renzi (e ce lo racconta proprio lui) appuntò su un foglio il nome di Nicola Gratteri. Il sistema, quello della magistratura che conta, mal sopportava Gratteri.

  • Nel suo ultimo libro è ricorrente un nome, quello dell’ex procuratore di Palermo, Reggio Calabria e Roma Giuseppe Pignatone: che ruolo ha avuto nel sistema giudiziario Italiano?

Per quanto mi riguarda, quella di Giuseppe Pignatone è stata una figura importante perché ebbi modo di conoscerlo quando stava terminando la sua esperienza a Reggio Calabria. E’ un uomo che ha saputo gestire una fetta importante di potere e in questi casi inevitabilmente bisogna gestirlo confrontandosi anche con tante situazioni che in quel percorso possono capitare.

  • La sua vicenda, sotto alcuni aspetti è analoga a quella di Alberto Cisterna, già procuratore aggiunto alla DNA, che venne prima indagato e successivamente assolto, a seguito di richiesta di archiviazione dalla stessa Procura, suscitando un clamore incredibile, senza giungere ad alcun risultato concreto, ritiene che Cisterna abbia subito un sopruso?

Cisterna è uscito vincente dalla sua storia. I personaggi che ha impattato lui sono gli stessi che         successivamente impattai io.

  • Come mai la Procura di Perugia, a seguito del sequestro dei suoi telefonini, non ha indagato altri magistrati che avevano chiesto per loro o per altri, appoggi per assumere cariche importanti nella Magistratura?

Questa è una domanda alla quale posso rispondere. Ancora oggi mi meraviglio di come al Csm giudichino le mie chat quei magistrati che erano presenti nelle stesse conversazioni. Penso che questo sia un modo di affrontare il problema tentando di nascondere la polvere sotto il tappeto.

  • La raccomandazione politica dell’allora ministro Minniti a favore dell’ex procuratore di Reggio Calabria Cafiero De Raho per farlo nominare Procuratore antimafia non costituisce una ipotesi di reato o quantomeno di illecito disciplinare nei confronti di Cafiero De Raho?

Sarebbe bello che alcuni dei tanti magistrati che oggi si ergono a censori raccontassero come funziona la raccomandazione. L’ha fatto Minniti, ma l’ha fatto anche l’attuale procuratore generale della Cassazione che in occasione della nomina si autopromosse. Se in un concorso pubblico un dirigente si autopropoponesse a componente di una commissione, credo che questo finirebbe con le gambe all’aria. Nella magistratura, però è stato consentito e questo non può essere accettato.

  • Adesso c’è da nominare il nuovo procuratore di Napoli dopo la promozione del dottore Melillo a capo della Direzione Nazionale Antimafia. Ritiene che Michele Prestipino possa essere il prossimo procuratore di Napoli?

Bisognerà vedere le domande, come si accorderanno le correnti e soprattutto se sarà questo o il prossimo Consiglio a nominare il futuro procuratore di Napoli. 

  • Un’ultimissima domanda legata all’attualità. Il Consiglio di Stato ha annullato la nomina di Bombardieri a capo della Procura di Reggio. Cosa è successo e cosa accadrà adesso? Che scenario prevede anche all’interno del Csm?

Prevedere gli scenari all’interno del Csm è un terno al lotto. Ci sono orientamenti diversi e bisognerà leggere approfonditamente le motivazioni, cercando di capire perché quell’altro concorrente è stato ritenuto prevalente su Bombardieri.

 

© Riproduzione riservata.

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