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Palazzo De Nobili, mentre Abramo dà le carte…Aiello pensa già al “cip” per poi giocare la mano vincente

di Danilo Colacino – Poker di nomi per il dopo Abramo in Comune: Piero Aiello fa…cip e aspetta il rilancio. Sì, d’accordo, a meno di episodi clamorosi (ed extrapolitici) l’attuale sindaco non ‘cadrà’ salvo non lo decida lui stesso.

Lo sanno anche le pietre di Corso Mazzini (in ‘lingua madre’ i basuli da chiazza). Anzi, si appresta a guidare una Giunta e un Consiglio fra i più balcanizzati – ma in realtà tutti uniti dal sostenerlo per non andare a casa – della storia repubblicana. Accade, però, che il civico consesso è di fatto clinicamente morto.

E il Sergiun, ormai plenipotenziario leghista all’ombra del Cavatore, lo terrà ‘artificialmente’ in vita appunto per non sbolognare la pletora di aventi causa che confida in un lui, provvido e munifico, per mantenere la poltroncina…ina ina.

E non solo fra i banchi dell’Aula Rossa (pardon, che sbadati, quella non è più agibile da tempo immemore fra l’assoluto silenzio generale), ma anche in uffici e strutture varie. Già, lo spoils system adottato ad ampio spettro da ogni Amministrazione al suo insediamento.

Nulla di irregolare, per carità. Ma, con i tempi che corrono, meglio precisarlo. Trattasi infatti, in buona sostanza, del ‘piazzamento’ di persone fidate nei posti chiave, e negli altri disponibili, dei propri fiduciari.

Ecco perché, a nostro avviso, prima di riformare l’Esecutivo comunale (che ribadiamo essere una compagine con davanti a sé un orizzonte molto limitato per una serie di ragioni, politiche e non) si attenderà il compimento del ‘sistema del bottino’ alla Regione (anche nella fattispecie è la traduzione letterale dell’anglicismo a cui abbiamo appena fatto ricorso, ci mancherebbe) in modo da capire, in una logica assai più ampia di coalizione, quali…caselle saranno riempite.

Soltanto dopo, sempre secondo noi, si provvederà a mettere le bandierine. Fermo restando che allo stato Abramo somiglia tanto a quel capo-condomino con il possesso, se non di tutte, tante deleghe delle famiglie del palazzo e quindi nelle condizioni di riunirsi unicamente con il coordinatore provinciale di Forza Italia Domenico Tallini e pochi altri, oltretutto con piglio e spirito battaglieri.

Chissà, magari, detterà ad esempio la cooptazione dei tassoniani (non un gesto d’imperio, sia chiaro) per il leale comportamento tenuto alle recenti Regionali. Assai complicato tuttavia dire se quello fra Sergio e Mimmo sarà un incontro o uno scontro. Staremo a vedere.

Fatto sta che, se Fi rientrerà nei ranghi come appare quasi certo, in un’ottica di rinnovamento della compagine assessorile il primo nome che ci viene in mente è quello di Roberta Gallo, molto stimata dal leader Tallini, e Francesco Gironda. Ma anche il profilo di Gianluca Tassone, rampollo del più noto Mario (già parlamentare e uomo di sottogoverno di lunghissimo corso) e reduce dalla campagna elettorale in una delle liste santelliane, non sarebbe male. E che dire inoltre di uno dei fedelissimi di Abramo, peraltro ex del ruolo, come Fabio Talarico.

Alcuni prospetti interessanti, insomma, anche alla luce del fatto che Lega e soprattutto Fratelli d’Italia – come premesso – pare abbiano riferito al sindaco: “Noi non ci siamo, gestisci tu!” (scelta che esclude Giuseppe Brugnano, altrimenti papabilissimo uomo-squadra di Abramo?).

Ma, un attimo, e Piero Aiello? Ce lo siamo dimenticati? No. Affatto. Perché è lui che si prepara a sedersi (quando sarà) al tavolo da gioco della prossima partita, quella vera, con la prospettiva di essere protagonista della mano vincente per la conquista di Palazzo De Nobili in cui pare proprio Capitan Futuro, Marco Polimeni, dovrà dire “passo” o al massimo “parola” così come Ivan Cardamone.

E il centrosinistra che fa, guarda? Al momento sembra proprio di sì. Hai visto mai, tuttavia, che nel frattempo dia segno di vita. Difficile ma non impossibile, pur avendo davanti l’ennesima montagna da scalare. 

© Riproduzione riservata.

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