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Papa Francesco e il rinnovamento della Chiesa calabrese: lascia anche monsignor Bertolone

Se volontarie, suggerite o indotte lo si saprà successivamente o forse no. Ciò che appare certo è che le dimissioni presentate dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, sono state accettate da Papa Francesco. L’ufficializzazione in uno scarno bollettino della Santa Sede di appena due righe: “Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro di S. E. Rev.ma Mons. Vincenzo Bertolone”. Nel palazzo di via dell’Arcivescovado è in arrivo l’amministratore apostolico. Da quanto filtra dovrebbe essere il vescovo di Crotone monsignor Angelo Panzetta, scelto direttamente dal Vaticano per traghettare la Curia fino alla nomina del nuovo arcivescovo. La storia richiama alla mente quanto accaduto a Vibo nelle scorse settimane. Anche il vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera e Tropea si è dimesso a pochi mesi dal pensionamento. Un traguardo che Bertolone avrebbe raggiunto a novembre al compimento del 75esimo anno di età.

Da Bertolone un grazie per le “tante forme di vicinanza”

“Oggi mi congedo da voi, con i quali ho lealmente collaborato per la difesa dei beni comuni e, in particolare della legalità e della giustizia, nella comune costruzione della civiltà umana nella nostra amata Calabria”, ha detto monsignor Bertolone. “Vi ringrazio – ha poi aggiunto – per le tante forme di vicinanza che avete voluto mostrare non soltanto alla mia povera persona, ma all’ufficio che, in nome di Gesù Cristo, ho svolto in questi dieci anni nel nostro territorio”.

“Costruire un’altra società fondata sul rispetto e l’aiuto reciproco”

Nella lettera, inoltre, monsignor Bertolone, ha evidenziato che “ci sono i sogni soltanto onirici e i sogni profetici, quelli che lo Spirito Santo invia per prefigurare un cambiamento. Ecco il sogno e la speranza profetica per i nostri tempi qui in Calabria: costruire un’altra società fondata sul rispetto e l’aiuto reciproco, sulla speranza per i giovani e sulla consolazione per gli anziani e gli emarginati. E i cattolici, che non debbono fare solo gli spettatori o le comparse, continuino a dare, come mi sono sforzato di fare anch’io con le mie umili e quasi nulle possibilità, il loro contributo, sprigionino le energie umane e spirituali migliori da offrire come forma di servizio non solo agli italiani, ma all’Europa e al mondo, dal momento – aggiunge – che noi cristiani, vescovi, preti, consacrati e laici, viviamo non fuori, ma dentro la città̀. In questo senso, facciamo politica”.

“E tu Catanzaro, città amata: svegliati!”

Monsignor Bertolone inoltre ha ringraziato tutte le autorità,  tutti i rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine del territorio diocesano, tra cui il prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, e i sindaci di Catanzaro, Sergio Abramo, e di Squillace, Pasquale Muccari, riservando poi un pensiero particolare al capoluogo: “E tu Catanzaro, città amata, per questi dieci anni di episcopato residente, alla vigilia di una nuova tornata elettorale, svegliati! Guarda lontano – ha rilevato monsignor Bertolone –  e riconquista il tuo storico ruolo di raccordo tra culture e poteri. Scegli per tua guida politica soltanto chi si mostra disinteressato, disposto a mettere a servizio di tutti serietà, preparazione professionale, dedizione e generosità”.

Ringraziamenti anche al procuratore Nicola Gratteri

Tra i ringraziamenti, anche quello al procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, e al procuratore aggiunto vicario della Repubblica, Vincenzo Capomolla perché – ha scritto monsignor Bertolone – “con la loro solerte, instancabile e indipendente attività investigativa, cercano di frenare sul nascere l’attecchimento della zizzania criminale, mafiosa e corrotta, che attossica il buon campo della città e della provincia, corrodendone il grano e frutti buoni”. Monsignor Bertolone, nato 74 anni fa a San Biagio Platani (Agrigento), era stato nominato arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace dal Papa Benedetto XVI a marzo 2011, dopo essere stato vescovo di Cassano jonio: nel 2015 era stato nominato presidente della Conferenza episcopale calabra, ruolo nel quale era stato riconfermato a ottobre 2020.

Monsignor Panzetta: “Chiedo a tutti i fedeli il dono della preghiera”

Dal canto suo, monsignor Panzetta ha espresso il proprio “ringraziamento” al Santo Padre per la “fiducia” e si è detto “desideroso di impegnarsi al meglio, per il tempo che sarà necessario, a servizio della Chiesa di Catanzaro-Squillace”. A monsignor Vincenzo Bertolone il nuovo amministratore apostolico ha rivolto parole di “ringraziamento per il servizio svolto come pastore della chiesa di Catanzaro-Squillace. Il compito che mi attende lo dedicherò a tutte le energie necessarie, non sottrarrò spazio alla cura pastorale dell’Arcidiocesi di Crotone. Ho assunto il nuovo incarico – aggiunge monsignor Panzetta – con un amore grande verso il Santo Padre che, con tale decisione, mi ha manifestato fiducia e incoraggiamento, e anche con una vera gratitudine verso monsignor Bertolone che per tanti anni ha guidato con passione la vostra Chiesa bella e gloriosa. Vengo tra voi nel nome del Signore e con i sentimenti di un padre e di un fratello, per accompagnare la comunità intera in questo tempo denso di speranza in attesa che sia scelto il nuovo Arcivescovo. La prima cosa che mi permetto di chiedere a tutti i fedeli – conclude monsignor Panzetta – è il dono della preghiera: in tutte le comunità si moltiplichi l’invocazione dello Spirito perché ci aiuti a riconoscere i segni della volontà di Dio e le opportunità di grazia seminate nella storia inedita che stiamo vivendo”.

La “rivoluzione” di Papa Francesco

Nella mattinata di oggi l’arcivescovo ha incontrato i sacerdoti della diocesi comunicando la sua irrevocabile decisione di lasciare con due mesi d’anticipo. Il presule decade anche da presidente della Conferenza episcopale calabrese dove era stato riconfermato per il secondo mandato consecutivo. Al suo posto dovrebbe subentrare monsignor Francesco Milito, vescovo della Diocesi di Oppido Marmertina-Palmi ma quella in atto nella Chiesa calabrese somiglia a una vera e propria rivoluzione con la regia di Papa Francesco, sempre più determinato a rinnovare il clero. Al centro come in periferia. Sembra seguire proprio questa linea la nomina di monsignor Attilio Nostro a vescovo di Mileto-Nicotera e Tropea dopo una lunga gavetta nelle parrocchie della Capitale. Il tutto in attesa dell’erede di Bertolone. Chi sarà?

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