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Parco Acquatico Rende, la situazione è sempre più drammatica

Parco Acquatico Rende

La vicenda del Parco Acquatico di Rende diventa sempre di più un caso per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marcello Manna.

Parco Acquatico Rende – Proprio ieri il primo cittadino, prima che andasse in onda il servizio sulla Tgr Calabria, iniziava a prendere pubblicamente distanza da chi gestisce la struttura. Dopo il servizio della giornalista Rai Erika Crispo ha ricevuto minacce subito denunciate dalla stessa ai carabinieri di Rende. Sulla vicenda tornano con forza Usb Confederazione Cosenza e Cobas Cosenza a difesa dei lavoratori che da troppo tempo ormai sono vittime della cattiva gestione del Parco Acquatico. “A seguito della conferenza stampa che abbiamo tenuto il 5 giugno scorso e alla conseguente attenzione della stampa locale – scrivono – è emersa con forza la drammatica situazione relativa al Parco Acquatico “Santa Chiara 4.0”.

Una struttura pubblica, costata circa 20 milioni di euro, mal gestita dalla ditta appaltatrice. Una malagestione segnata dalla mancata retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori e dall’assenza delle norme minime di sicurezza all’interno della struttura”. Le organizzazioni sindacali puntano il dito anche contro l’amministrazione Manna. “Abbiamo denunciato tutto ciò, evidenziando anche le responsabilità del Comune di Rende. Quest’ultimo venuto meno al proprio compito, ovvero quello di vigilare sull’appalto e tutelare i cittadini e le cittadine – dicono. In questa terra non è una novità trovarsi di fronte a realtà imprenditoriali che servendosi di beni e fondi pubblici traggono profitto. Senza poi rispettare la dignità di chi lavora.

E’ ancora accettabile questo modus operandi? Noi crediamo di no”.

Il primo cittadino, Usb e Cobas si sono visti per discutere ancora del presente e del futuro di chi lavora al Parco Acquatico. “Nella giornata di ieri – spiegano – abbiamo incontrato, unitamente ad un rappresentante degli ex lavoratori del Parco Acquatico, il sindaco di Rende Marcello Manna, al quale abbiamo rappresentato le nostra ragioni, sottolineando la necessità da parte degli ex lavoratori di vedersi corrisposti gli stipendi maturati. Posizione che ribadiremo, nei prossimi giorni, ai rappresentanti della ditta appaltatrice Pasc 4.0 srl”. “Esprimiamo inoltre la nostra solidarietà – concludono Usb e Cobas – alla giornalista Rai – Erika Crispo, minacciata a seguito dell’inchiesta condotta proprio sulle condizioni della struttura rendese” .

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