“Parole di Vita”, terza domenica di Quaresima con don Gaudioso (Video)

di don Gaudioso Mercuri

Entriamo insieme in questo Vangelo che, come avete ben capito, si apre con una minaccia che gli abitanti della Giudea fanno a Gesù. È una minaccia un po’ nascosta, non diretta, una minaccia tra le righe, un po’ diremmo noi oggi di stampo mafioso… Infatti, non gli dicono chiaramente: “guarda che ti facciamo fare una brutta fine”, ma gli raccontano dei fatti avvenuti in quei giorni che avevano fatto molto scalpore.

Entriamo insieme in questo Vangelo che, come avete ben capito, si apre con una minaccia che gli abitanti della Giudea fanno a Gesù. È una minaccia un po’ nascosta, non diretta, una minaccia tra le righe, un po’ diremmo noi oggi di stampo mafioso… Infatti, non gli dicono chiaramente: “guarda che ti facciamo fare una brutta fine”, ma gli raccontano dei fatti avvenuti in quei giorni che avevano fatto molto scalpore.
Se a quel tempo ci fossero stati i giornali, questa sarebbe stata una notizia da prima pagina.
I Giudei vogliono far capire al Messia che lì, lui, Galileo, non è gradito. E non solo perché è Galileo, ma soprattutto per il suo messaggio, per ciò che dice. Gesù dice: voi, se guardate il cielo, sapete riconoscere dalle nuvole se domani ci sarà il sole o la pioggia.
E allora, come mai dai segni che vedete attraverso la mia vita, le mie parole, attraverso il mio stare con voi, non sapete riconoscere i segni della presenza di Dio in mezzo a voi?
È un chiaro invito a scegliere di camminare sulla strada che è Gesù. Ma, dicendo questo, si mette in contrapposizione con il potere politico e religioso.
Così viene minacciato di morte. Una morte vergognosa come quella subita da quei galilei uccisi da Pilato che, oltre la morte, ricevono anche l’affronto, ancora più grande per un ebreo, di vedere il proprio sangue mescolato al sangue dei sacrifici pagani. Gesù risponde dicendo che: “una fine indegna, la farà chi non cambierà vita chi non si converte!”. Voi sapete che per gli ebrei ogni cosa negativa, come ad esempio una disgrazia, una malattia, una morte accidentale, erano considerate dei segni che mettevano in luce il peccato di una persona: il male colpiva il peccatore. Vedevano cioè uno stretto collegamento tra il peccato e il castigo.
Gesù dice che non è così: il Padre non punisce il peccato, lo perdona. Ecco allora la straordinaria innovazione Gesù ci presenta un Dio che ama e perdona, altro che la legge del taglione, Egli propone la legge dell’amore! Seguiamo allora i suoi insegnamenti, seguiamo lui che è la nostra Via, la nostra strada: solo così impareremo ad amare. Buona domenica a tutti.

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