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Parole di Vita, il commento di don Gaudioso sulla V domenica di Quaresima (Video)

di don Gaudioso Mercuri

La Quaresima volge alla conclusione. Anche per questo le letture di oggi ci guidano a comprendere in pienezza il dono della misericordia. Il brano evangelico dell’adultera che ci viene proposto oggi, ci dicono molti biblisti che parrebbe appartenere in realtà a Luca e che anticamente fosse collocato alla fine del capitolo 21 di Luca. Ad ogni modo, anche oggi, il Vangelo ci presenta una persona che sbaglia e, di fronte a essa, coloro che inflessibilmente ne sottolineano la colpa, immediatamente pronti a punire e condannare: sono gli inesorabili lanciatori di sassi, che spesso anche noi incontriamo nel cammino della vita. Ma attenzione, secondo questi uomini che si ritenevano giusti e perfetti, gli “imputati” da condannare sono due: non solo dunque l’adultera (per il suo peccato) , l’altro che merita punizione è Gesù per eccesso di misericordia). Per questo tentano di mettere anche lui in difficoltà di fronte alla legge e squalificare così la novità del suo perdono. Dal peccato, anche da quello evidente, dinanzi al quale sembra esserci solo la morte, ci si può rialzare. Vorrei sottolineare a questo punto i gesti misericordiosi di Gesù verso l’adultera: si alza, si avvicina, le parla. Cari amici, tra i seguaci di Gesù non c’è posto per chi sa solo lapidare gli altri con tremendi e pesanti giudizi, né per chi sa vedere il male solo negli altri e mai in sé stesso! Egli viene per dirci che il perdono è un passaggio fondamentale, quando vi è la consapevolezza dell’uguaglianza.  E per farlo a volte si serve di strumenti non sempre scontati. Vorrei partire da un’affermazione che è fuori di ogni sospetto e viene da Natalia Ginzburg, una scrittrice di sinistra, dichiaratamente di sinistra, che nel 1988 fece questa affermazione: “Chi è onesto deve riconoscere che, prima di Cristo, nessuno aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali, che hanno tutti la stessa dignità: ricchi o poveri, sani o ammalati, credenti o non credenti, dotti o senza cultura, uomini o donne”. Tutti hanno la stessa dignità. Quest’affermazione rivoluzionaria è nata nel mondo con il Cristianesimo.” Quando capiremo questo, ossia quando saremo capaci di dare la dignità che noi pretendiamo dall’altro, cadranno dalle nostre mani i sassi e saremo capaci di tenderle per stringere altre mani in segno di pace, in segno di perdono.

Buona domenica a tutti voi.

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