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Vaccino anti-Covid ad amici e parenti, sospeso dirigente medico Asp Cosenza

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E’ stato sospeso per peculato, truffa e falso in atti pubblici Vincenzo Cesareo, di 69 anni, dirigente medico dell’Autorità sanitaria provinciale di Cosenza. Tra le accuse contestate, l’uso a fini personali dell’auto di servizio ma anche la somministrazione del vaccino anti Covid a suoi amici. Nel corso della mattinata, spiega una nota, i carabinieri del Gruppo tutela salute di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare interdittiva emessa dal gip del tribunale di Paola su richiesta del procuratore della Repubblica, Pierpaolo Bruni, nell’ambito di un’indagine svolta sotto la direzione dell’ufficio inquirente dal Nucleo antisofisticazioni e sanità di Cosenza. Sono in corso perquisizioni domiciliari oltre che acquisizioni documentali negli uffici della pubblica amministrazione.

Il provvedimento cautelare prevede quindi la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, per 12 mesi, di un dirigente medico, direttore sanitario dello Spoke ospedaliero di Cetraro-Paola e di altri uffici sanitari della provincia di Cosenza, poiché ritenuto responsabile del reato di peculato. L’uomo risulta indagato anche per truffa, falso in atti pubblici e turbata libertà nella scelta del contraente, oltre che per ulteriori ipotesi di peculato su farmaci e altri presidi medici ospedalieri.

Le indagini

Le indagini, condotte dal Nas carabinieri di Cosenza per oltre 10 mesi attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che basate su servizi di osservazione e pedinamento, hanno consentito di acclarare una serie di condotte di peculato relative all’auto aziendale che il dirigente medico utilizzava per fini personali: accompagnava amici e parenti in aeroporto, si recava a fare acquisti presso il centro commerciale Ikea di Salerno, portava a pranzi e cene, anche fuori dalla Regione, i propri familiari e altre persone a lui legate da vincoli personali, talvolta pernottando anche presso strutture alberghiere.

Nel corso delle attività, inoltre, sono state documentate delle condotte illecite sull’effettuazione indebita, sin dal mese di giugno 2020, di tamponi molecolari per la ricerca del virus Covid a beneficio di numerosi soggetti a lui vicini, e successivamente pure l’indebita somministrazione di vaccini ad amici. I fatti oggetti dell’indagine verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che verrà tenuta mediante l’applicativo Google Meet dal procuratore della Repubblica Di Paola e dal comandante del Nas di Cosenza, alle ore 11.

AGGIORNAMENTO – E’ Vincenzo Cesareo, di 69 anni, professionista molto noto nell’Alto Tirreno cosentino, anche in ragione del suo impegno in politica, il dirigente dell’Asp di Cosenza sospeso perché, fra l’altro, avrebbe fatto somministrare il vaccino anti-Covid ad amici. E’ stato anche consigliere regionale della Calabria, transitando attraverso diversi partiti, sia nel centro-destra che nel centrosinistra. Nel 2006 fu anche candidato alla Camera dei deputati. Il suo nome, nel 2010, finì nell’inchiesta “Reale 3” della Dda di Reggio Calabria per presunti rapporti con il boss della ‘ndrangheta Giuseppe Pelle al quale avrebbe chiesto sostegno elettorale.

“Porta chi vuoi che facciamo il tampone a tutti… pure ai gatti”. Questa è una delle frasi che compaiono nelle intercettazioni effettuate sulle comunicazioni di  Cesareo. Avvalendosi del suo ruolo, il medico  superava i controlli dei posti di blocco, dichiarando di essere in servizio per eseguire tamponi a domicilio. Avrebbe poi inoculato almeno quattro dosi di vaccino anticovid ad altrettante persone non appartenenti alle categorie previste dalle linee guida del ministero della Salute. La Procura di Paola, visti gli elementi raccolti, aveva chiesto l’arresto di  Cesareo, ma il Gip ha ritenuto idonea la sola sospensione dall’attività lavorativa per 12 mesi.

 

Vaccino anti-Covid ad amici e parenti, la replica del dirigente medico sospeso

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