Pedà: potenziare il “Grande ospedale metropolitano”

“Il Grande ospedale Metropolitano di Reggio Calabria vanta professionalità di rilievo in molte specialità, sia mediche che chirurgiche, ed è ancora più encomiabile il lavoro svolto dagli operatori sanitari in un contesto segnato da criticità.

Pertanto, va assicurato il massimo impegno a che professionalità che costituiscono punti di riferimento per la comunità calabrese possano operare al meglio, con il potenziamento strutturale e di risorse umane e tecnologiche”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Giuseppe Pedà, che, nella qualità di componente della “Commissione Regionale Sanità”, ha visitato i reparti di chirurgia Vascolare e Radioterapia degli ospedali Riuniti. “L’obiettivo è costruttivo: richiamare la buona sanità, che è possibile praticare nella nostra terra, ma anche constatare dalla voce diretta degli operatori i punti deboli che depotenziano l’intero sistema per intervenire in modo più efficace. Devo dire che il direttore sanitario e direttore generale dell’azienda ospedaliera Pino Foti ha svolto un ottimo lavoro”.

Pertanto, va assicurato il massimo impegno a che professionalità che costituiscono punti di riferimento per la comunità calabrese possano operare al meglio, con il potenziamento strutturale e di risorse umane e tecnologiche”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Giuseppe Pedà, che, nella qualità di componente della “Commissione Regionale Sanità”, ha visitato i reparti di chirurgia Vascolare e Radioterapia degli ospedali Riuniti. “L’obiettivo è costruttivo: richiamare la buona sanità, che è possibile praticare nella nostra terra, ma anche constatare dalla voce diretta degli operatori i punti deboli che depotenziano l’intero sistema per intervenire in modo più efficace. Devo dire che il direttore sanitario e direttore generale dell’azienda ospedaliera Pino Foti ha svolto un ottimo lavoro”.

“Certamente – aggiunge Pedà – va riconosciuto il ruolo centrale di una specialità votata all’urgenza quale la chirurgia vascolare diretta dal dott. Pietro Volpe, unica in Calabria a praticare la chirurgia complessa dell’aorta toracica e addominale ed all’avanguardia per tecniche salvavita non invasive. Il Polo plurispecialistico cardio-toraco-vascolare dell’azienda ospedaliera, con il contributo fondamentale del primario della cardiochirurgia Pasquale Fratto, si conferma di primissimo piano nel dare risposte efficaci all’emergenza, fronteggiando criticità altrimenti fatali”. Continua Pedà: “Ho accolto il rammarico del primario Volpe per la chiusura dall’agosto 2018 del reparto che ancora oggi non è stato ristrutturato. Questa situazione – che ha portato ad una riduzione dei posto letto da venti a sei e alla difficoltà giornaliera di gestire i ricoveri- deve essere definita al più presto.

Così come credo che sia al contempo una scommessa importante la proposta di una Banca dei Tessuti Cardiovascolari, il cui scopo sarebbe proprio quello di assicurare nella nostra regione – proprio come avviene per la donazione degli organi-, la caratterizzazione e conservazione dei segmenti vascolari e valvole cardiache provenienti da donatori della Regione”. Continua Pedà: “Altro reparto di eccellenza, è la radioterapia diretta da Said Al Sayyad, che è direttore anche del Dipartimento Onco-Ematologico. Grazie al nuovo acceleratore lineare, entrato in funzione nel 2017, è ormai concreta la speranza per la lotta ai tumori ed i calabresi non devono più affrontare, come è stato a lungo nel passato, i viaggi della speranza in altre regioni dello Stivale, con indubbi vantaggi per le loro famiglie e per l’economia sanitaria regionale. Il primario Said Al Sayyad e la sua equipe stanno profondendo impegno e sacrificio per azzerare le liste di attesa e consentire un accesso rapido a trattamenti radioterapici all’avanguardia. Ma l’impegno di alleggerire e velocizzare il flusso dei pazienti, sicuramente, andrebbe supportato prevedendo in dotazione un’altra macchina di eguale potenza a quella già in uso. Da questa mia visita istituzionale- conclude Pedà- esce rafforzata la mia convinzione che, anche a Reggio ed in Calabria, ci sono tutte le condizioni per una sanità che sia in grado di rispondere alle sfide delle patologie anche più complesse e soddisfare i bisogni dei cittadini”.

Redazione Calabria 7

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