“Per Giulia e tutte le altre, mai più”: manifestazione a Catanzaro fa rumore contro la violenza di genere (FOTO)

"Siamo il grido di chi non ha più voce": donne, uomini e ragazzi sono scesi in piazza in protesta autorganizzata dalla cittadinanza

“Mai più”: questo era il motto della manifestazione avvenuta ieri nel centro storico di Catanzaro, in occorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Quest’anno, però, il simbolo di questa giornata non poteva che essere la figura di Giulia Cecchettin, la 105ª vittima di femminicidio in Italia nel 2023, che ha spinto centinaia di proteste anticipate in tutta Italia contro la violenza di genere.

Rabbia e desiderio di comunità

Rabbia e desiderio di comunità

Dinanzi alla tragica morte di Giulia, un mix di rabbia e desiderio di comunità ha scatenato le proteste, promosse da un gruppo di donne autorganizzate: Miriam Belpanno, Francesca Tropea, Raffaella Campolongo e Adele Murace. Attraverso i social, queste donne sono riuscite a diffondere la proposta della manifestazione coinvolgendo decine di donne, uomini e ragazzi presenti ieri, nonostante la minaccia di cattivo tempo.

Contro il silenzio, rumore

Il gruppo è partito dalla statua del Cavatore, sotto la quale uno striscione invitava: “E on vidistuvu ancora nenta! Calabrese arrabiate unite”. Il corteo si è successivamente diretto verso la piazza Prefettura. Qui, i manifestanti hanno deciso di protestare contro i “minuti di silenzio” proposti da alcune istituzioni italiane in memoria di Giulia nei giorni precedenti, optando invece per fare rumore attraverso fischi e chiavi.

“Un ‘no’ ci costa la vita”

“Probabilmente se Giulia Cecchettin avesse detto di sì, se avesse accettato un amore bugiardo, che non la lasciava libera, sarebbe ancora in vita. Giulia ci insegna che un ‘no’ ci costa la vita. Per quanti uomini è lo stesso?”, ha chiesto Miriam Belpanno durante le proteste. “Noi ancora oggi, per quanto dobbiamo sentirci grate per avere ottenuto i nostri diritti che ci sono dovuti? Perché il nostro diritto alla vita deve esserci tolto e negato per un ‘no’? Stasera, per Giulia e tutte le altre, bruciamo tutto!”, ha esclamato Francesca Tropea.

“Malanova cambia la sua storia”

Alcuni cartelli dicevano “Il violento non è un malato, è un figlio sano del patriarcato”, “Quando esco voglio essere libera, non coraggiosa”, “Siamo il grido di chi non ha più voce”. E anche “Malanova cambia la sua storia”, in riferimento a Anna Maria Scarfò, la ragazza di Taurianova che si è ritrovata tutto il paese contro per aver denunciato i suoi stupratori nei 2000 e che è vissuta per anni sotto la protezione dello stato.

Fiorita presente

Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, che insieme a parte dell’amministrazione comunale ha partecipato della manifestazione, ha poi condiviso un video su Facebook, con il sottotitolo: “Mai più. Mai più violenze, discriminazioni e patriarcato.”

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