Calabria7

Per Lucano una campagna elettorale “di lato”, da un mese non si fa vedere con de Magistris

di Sergio Pelaia – Una campagna elettorale “di lato”, certamente in sordina per chi ha non solo il ruolo di capolista in tutte e tre le circoscrizioni elettorali calabresi, ma rappresenta anche un punto di riferimento per migliaia di persone che hanno visto in Riace un modello di accoglienza e integrazione. Domenico Lucano è senza dubbio una figura di primissimo piano della coalizione che sostiene Luigi de Magistris: guida una lista che si chiama “Un’altra Calabria è possibile” e che porta fin nel simbolo il pungo chiuso con cui lui stesso salutò il lungo corteo a suo sostegno che riempì le strade di Riace quando fu sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per l’inchiesta “Xenia”.

Si avvicina la sentenza

I militanti della sinistra calabrese non gli hanno mai fatto mancare il loro sostegno, ma più si avvicina la data della sentenza di primo grado, prevista per lunedì, più l’ex sindaco dell’accoglienza sembra, magari per sua stessa volontà, essere un po’ in disparte rispetto alla campagna del candidato alla Presidenza. Basta fare una rapida ricerca sulla pagina Facebook “Luigi de Magistris presidente per la Calabria” per scoprire che da circa un mese a questa parte il sindaco di Napoli e il suo ex collega di Riace non appaiono assieme in incontri pubblici. Dopo il Ferragosto a Riace con Fiorella Mannoia (foto) ce ne sono stati giusto un paio per presentare il libro “Il fuorilegge”, poi più nulla. Lo stesso Lucano sta partecipando a diverse iniziative ma, per fare un esempio, sembra molto meno in vista rispetto alla vicepresidente designata Anna Falcone. Insomma, in termini di “rumore” mediatico non è certo lo stesso Lucano che veniva inserito nella classifica “The World’s 50 Greatest Leaders” di Fortune.

Le due liste e la stanchezza di Lucano

Ovviamente ciò non significa che il suo graduale allontanamento dal centro della contesa politica sia frutto di una strategia decisa a tavolino. Potrebbe benissimo trattarsi di un caso, ma è comunque un fatto che Lucano non stia esprimendo quella carica simbolica che ci si sarebbe aspettati da un uomo politico che ha finora avuto un certo peso nell’immaginario collettivo della Calabria. Qualcosa, per la verità, sembra si sia rotto fin dalla composizione delle liste: è noto che il suo movimento di riferimento dovesse essere “Calabria resistente e solidale”, ma poi le strade tra lui e gli attivisti di Rifondazione e Potere al popolo si sono divise in due distinte liste senza suscitare troppo clamore. L’ex sindaco di Riace, che non è mai in verità sembrato a suo agio sotto i riflettori, paga probabilmente anche una certa stanchezza per come sono andate a finire le cose nel suo cammino umano e politico. Ma resta un simbolo e rappresenta un’aspettativa politica per tutto un mondo di cui, almeno finora, non è riuscito a farsi portabandiera.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Volley, Soverato supera in tre set Marignano

manfredi

Nuovo commissario alla Sanità, spunta il nome dell’avvocato romano Marzetti

bruno mirante

Trasporta 27 maiali senza documentazione, abbattuti

manfredi
Click to Hide Advanced Floating Content
Click to Hide Advanced Floating Content