Perché è stato ucciso Mario Longo? Le rivelazioni del pentito: “Era uno spione della Polizia e dei Patania”

Ammazzato in un agguato a Triparni nel 2012 perché ritenuto dai Piscopisani un informatore dei Patania di Stefanaconi e un confidente delle forze dell’Ordine

Fa luce anche su un omicidio commesso a Triparni l’uno aprile del 2012 e fin qui rimasto irrisolto l’inchiesta della Direzione distrettuale di Catanzaro culminata all’alba di oggi con il blitz congiunto di Polizia e carabinieri che ha portato all’arresto di 14 persone. Si tratta dell’agguato compiuto da un gruppo di fuoco riconducibile ai Piscopisani nei confronti di Mario Longo, 50 anni di Vibo Marina, ritenuto dai vertici del clan un informatore dei Patania di Stefanaconi e un confidente delle forze dell’Ordine. A ordinare l’omicidio sarebbero stati Rosario Battaglia unitamente a Rosario Mantino (deceduto), Salvatore Vita (ritenuti anche esecutori materiali del delitto) e a Salvatore Tripodi. Nell’indagine di oggi viene coinvolto anche Antonio Francesco Staropoli di Vibo, accusato di avere avuto un ruolo nel delitto avvenuto nell’ambito della guerra di mafia che ha insanguinato il territorio nel biennio 2011-2012.

Chi era Mario Longo?

Chi era Mario Longo?

A raccontare per primo i retroscena che avevano portato all’uccisione di Mario Longo è stato Raffaele Moscato, ex azionista dei Piscopisani, oggi collaboratore di giustizia che sta svelando tutti i segreti interni al gruppo criminale di Piscopio. Rivelazioni che seguivano a quelle fornite un paio di mesi prima da Giuseppe Patania nel processo “Romanzo Criminale”, gettando un primo squarcio di luce sul fatto di sangue. “Chi era Mario Longo? Era una persona di Vibo Marina – ha raccontato Moscato – che aveva precedenti penali. Lo ritenevamo un carabiniere, uno spione. Uno che poteva vendersi a qualcuno di Vibo Marina per cinque lire e secondo me uno che si poteva anche avvicinare ai Patania per dargli qualche informazione”. Per Moscato, dunque, Mario Longo era una persona che “si vendeva a chiunque”. A farglielo pensare un particolare che lo stesso pentito ha svelato anche in aula rispondendo anche alle domande del pm Camillo Falvo ai tempi sostituto procuratore antimafia di Catanzaro nell’ambito di uno dei processi sulla faida tra i Piscopisani e i Patania.

“Confidente della polizia”

L’episodio in questione risale al settembre del 2011 quando i Piscopisani vanno a rapinare una coppia di giovani per rubare loro l’auto. E’ la Fiat Punto utilizzata per compiere proprio l’omicidio di Fortunato Patania. “Eravamo seduti – racconta Moscato – di fronte al bar di Vacatello quando arriva Mario Longo, buonanima, con una bicicletta e diceva che si erano rubati una macchina e praticamente qualcuno lo aveva visto che parlava con la polizia”. In un altro passaggio il concetto è ancora più chiaro su quanto i Piscopisani pensavano di Mario Longo. “Quello là – dichiara Moscato – per mille lire dice che si vendeva a tutti quanti. Essendo a Vibo Marina andava a giocare a carte sotto al bar dove noi stavamo praticamente a Via Arenile, magari li poteva avvicinare e dire che noi tre eravamo sempre là”. In via Arenile c’è infatti l’appartamento dove il 21 marzo del 2012 è stato assassinato Francesco Scrugli e dove hanno rischiato di perdere la vita anche Raffaele Moscato e Rosario Battaglia, gli altri due obiettivi dell’agguato. Mario Longo viene ucciso pochi giorni dopo, esattamente l’uno aprile. “C’ero io nell’organizzazione dell’omicidio di Mario Longo” si autoaccusa Moscato. “I Tripodi – aggiunge – hanno dato appoggio a Rosario Battaglia”. I sicari si sono avvicinati a Longo e lo hanno colpito al viso, al collo e alla schiena. I proiettili, sparati con una pistola 357 Magnum, lo hanno raggiunto da distanza ravvicinata uccidendolo sul colpo.

Le dichiarazioni di Pino Patania

 A tirare in ballo la vittima di quella pioggia di fuoco è stato anche Giuseppe Patania, detto Pino, nel corso del processo “Romanzo Criminale” conclusosi con dure condanne. “Mi ha detto Mario Longo – ha sostenuto il figlio del defunto boss Fortunato Patania – che a Vibo Marina alloggiava Francesco Scrugli”. Insomma, Longo avrebbe messo i Patania sulle tracce di Scrugli, il principale obiettivo della famiglia di Stefanaconi e per questo, probabilmente, è stato assassinato l’uno aprile del 2012 dai Piscopisani. Dettagli su dettagli che hanno fatto luce sull’unico omicidio della faida senza una precisa chiave di lettura. Almeno fino a oggi secondo la ricostruzione della Dda di Catanzaro.

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