Petrolmafie, tolti i sigilli al patrimonio della famiglia D’Angelo. Ecco i beni dissequestrati

I giudici di Vibo hanno disposto che i beni mobili, immobili e rapporti finanziari ritornino nella disponibilità dei proprietari

Sono stati eliminati i sigilli ad una serie di beni appartenenti ai familiari di Francesco D’Angelo, condannato nell’ambito del processo Petrolmafie a 10 anni di reclusione mentre la Dda aveva invocato una pena a 28 anni di reclusione (LEGGI).  Il Tribunale collegiale di Vibo, presieduto da Gianfranco Grillone, accogliendo le richieste degli avvocati Salvatore Staiano, Giuseppe Mussari e Lucrezia Staiano, hanno dissequestrato ad Immacolata Carnevale, la moglie dell’imputato, la società “3 D Immobiliare”, svariati beni immobili siti nel Comune di Vibo e tutti i rapporti finanziari in precedenza posti sotto sequestro.

Per uno dei figli di Michele D’Angelo, i giudici hanno disposto il dissequestro della società  “Idea per la casa srl”, di beni immobili ubicati a Vibo, “La Ceramica D’Angelo sas” e beni immobili a Ionadi, compresi tutti i rapporti finanziari. La Cassazione, accogliendo il ricorso degli avvocati difensori aveva annullato con rinvio la misura reale rinviando gli atti per un nuovo Riesame, ma ci ha pensato il Tribunale collegiale di Vibo a mettere fine alla vicenda giudiziaria disponendo che il patrimonio ritorni nelle mani del suo legittimo proprietario. Per l’altro figlio Luciano sono stati eliminati i sigilli alla ditta individuale “All House srl”, a “Il Caffè Monteleone srl”, ai beni immobili siti a  Vibo e ai beni immobili ubicati tra Maierato e Soriano Calabro oltre a tutti i rapporti finanziari. Confiscata la sola ditta individuale “D’Angelo Francesco” e l’intero compendio aziendale.

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