Picchiata dal compagno fino a svenire: 33enne scatta 200 foto con le prove delle aggressioni

Dopo mesi di violenza, la donna trova la forza di denunciarlo e a consegnare le immagini ai Carabinieri: ora l’uomo è in carcere
violenza donne

Ai carabinieri ha mostrato una sorta di album fotografico dell’orrore: in ogni scatto ha immortalato i lividi che il compagno violento le ha lasciato nel corso della loro tormentata relazione. Dopo l’ennesima aggressione a decidere finalmente di denunciare gli abusi che da tempo subiva è stata una donna napoletana 33enne, soccorsa dai carabinieri. Si è liberata del peso che da tempo si portava dentro dopo aver ricevuto, ancora una volta, calci e pugni sferrati dall’ex dopo il rifiuto della donna alla richiesta di tornare insieme.

I militari dell’arma si sono precipitati in un’abitazione dei Colli Aminei di Napoli dove hanno trovato la vittima sanguinante e con addosso i segni delle percosse appena subìte. Calci, pugni fino a farla svenire. Testimone sua madre, in casa nell’istante in cui la figlia è stata picchiata. Ha provato a strapparla dalle mani del suo ex ma non ci è riuscita. I carabinieri, giunti poco dopo l’aggressione, hanno accompagnato la vittima in ospedale: 40 i giorni di prognosi prescritti dai sanitari. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti e atti persecutori. Ora è in carcere, in attesa di giudizio. Nel fascicolo confluiranno anche le terribili immagini scattate dopo ogni singolo pestaggio sopportato in silenzio. (ANSA)

I militari dell’arma si sono precipitati in un’abitazione dei Colli Aminei di Napoli dove hanno trovato la vittima sanguinante e con addosso i segni delle percosse appena subìte. Calci, pugni fino a farla svenire. Testimone sua madre, in casa nell’istante in cui la figlia è stata picchiata. Ha provato a strapparla dalle mani del suo ex ma non ci è riuscita. I carabinieri, giunti poco dopo l’aggressione, hanno accompagnato la vittima in ospedale: 40 i giorni di prognosi prescritti dai sanitari. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti e atti persecutori. Ora è in carcere, in attesa di giudizio. Nel fascicolo confluiranno anche le terribili immagini scattate dopo ogni singolo pestaggio sopportato in silenzio. (ANSA)

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