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Picchiata e rapinata dell’auto nel Vibonese, i nomi dei presunti autori. Falvo: “Risposta immediata”

di Mimmo Famularo – Sono accusati in concorso tra di loro di rapina, lesioni personali con circostanze aggravanti comuni i due cugini di Zungri che nel corso della notte sono stati arrestati da carabinieri. In carcere a Vibo sono finiti Domenico Pugliese, 25 anni, e Simone Pugliese, 19 anni, entrambi di Zungri, difesi dagli avvocati Gianluca Policaro e Alessio Di Prima. L’indagine, coordinata dalla Procura di Vibo guidata da Camillo Falvo, fa luce su quanto avvenuto lo scorso 26 settembre in una stazione di rifornimento ubicata sulla strada provinciale 17 tra Filandari e Zungri.

I presunti autori della violenta rapina

Domenico e Simone Pugliese sarebbero gli autori della violenta rapina perpetrata ai danni di un’infermiera che si era fermata alla pompa di benzina per fare carburante. E’ qui che, come documentato dalle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, la donna è stata presa a calci e a pungi riportando una frattura esposta delle ossa nasali e un ematoma perioculare bilaterale con prognosi di venti giorni. Picchiata selvaggiamente e derubata della propria auto una Fiat 500. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri del nucleo investigativo diretto dal capitano Alessandro Bui, il più giovane dei Pugliese, Simone, sarebbe l’autore della brutale aggressione mentre Domenico avrebbe agito da mandante giungendo su posto con la sua auto, una Fiat Panda, insieme al cugino. A Simone Pugliese viene contestato anche il danneggiamento perché a seguito della rapina, una volta messosi alla guida della 500, avrebbe anche avuto un incidente schiantandosi con l’auto contro un altro veicolo parcheggiato in piazza De Gasperi a Zungri. Per questo motivo gli viene contestato anche la guida in stato d’ebbrezza così come accertato nel corso delle indagini che hanno subito portato gli investigatori sulle tracce dei due Pugliese.

Il messaggio di Falvo

Ancora una volta la Procura di Vibo ha dato una risposta tempestiva e il sostituto procuratore Ciro Lotoro ha chiuso il cerchio delle indagini chiedendo e ottenendo la misura cautelare in carcere per i due indagati. “Le immagini – dice il procuratore Falvo – sono eloquenti perché si vede questa donna picchiata, privata della sua auto e lasciata sul posto in condizioni preoccupanti, con il volto tumefatto tanto è vero che in ospedale non riusciva neanche ad aprire gli occhi per riconoscere fotograficamente chi poteva essere stato a compiere questo gesto”. I carabinieri ci sono comunque arrivati attraverso le immagini dell’impianto di videosorveglianza ubicato nella zona dove è avvenuta la violenta rapina e ad alcuni testimoni che hanno collaborato alle indagini. “Dobbiamo però anche sottolineare – spiega il capitano Bui – che abbiamo avuto anche persone che quando si sono resi conto che c’era un’aggressione in corso sono andati via”. La Procura ha voluto anche per questo mandare un segnale di fiducia a chi vive in un territorio complicato come il Vibonese. Denunciare è l’arma principale che hanno i cittadini per bene: “Bisogna denunciare e fidarsi perché oggi lo Stato c’è ed è importante che la gente sappia che queste dinamiche vengano immediatamente perseguite ed accertate”.

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