Pineta di Siano in fiamme, a fuoco il polmone verde di Catanzaro (VIDEO)

La situazione è complessa anche nella provincia di Catanzaro. Sono sette i roghi principali

Fuoco, devastazione e tristezza. Le fiamme non concedono tregua alla Calabria. Nessun respiro per le forze in campo contro la furia distruttrice degli incendi. I Vigili del Fuoco sono a lavoro da questa notte per cercare di domare i molteplici roghi sviluppatisi nella regione. Sono oltre 300 gli interventi tra Sicilia e Calabria in appena 12 ore. E, come se non bastasse, stiamo attraversando quella che sarà la settimana più calda dell’estate 2021, con picchi di oltre 45 gradi. Non c’è pace neanche per il capoluogo regionale, la situazione è complessa anche a Catanzaro.

Gli ultimi incendi, in ordine di tempo, sono quelli divampati tra la frazione di Gagliano e Tiriolo. Il più distruttivo quello che sta interessando, da svariate ore, la pineta di Siano, il “polmone verde” di Catanzaro. Nel capoluogo calabrese un primo incendio ha seriamente compromesso la zona adiacente il Parco della Biodiversità Mediterranea e, quando il rogo sembrava ormai essere stato domato, un nuovo rogo si è sviluppato, durante la notte, nella pineta di Siano. Altri roghi in provincia di Catanzaro si segnalano nei comuni di Settingiano, Decollatura, Borgia, Isca Sullo Ionio e Zagarise. I danni sono ingenti. Inoltre, in più occasioni, sono state minacciate abitazioni e fabbricati rurali, con la morte di alcuni capi di bestiame.

“Sono state ore terribili, devastanti. L’incendio ha annientato la vegetazione, ha messo in ginocchio imprese agricole, allevamenti, distrutto terreni privati… ma non ha incenerito il nostro orgoglio, la nostra capacità di essere solidali. Ed è solo grazie al vostro aiuto, cari cittadini e volontari, che si è riusciti ad evitare il peggio. Niente ci sconfiggerà. Ci rialzeremo più forti di prima”. Questo il messaggio apparso sulla pagina Facebook dell’amministrazione comunale di Isca Sullo Ionio.

“Ristori a chi ha perso tutto”

Quella degli incendi è un’emergenza che deve trovare risposte immediate anzitutto con i ristori che dobbiamo dare a chi ha perso tutto”. Così il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. Il sottosegretario alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri ha aggiunto che “il tema vero sia come prevenire ciò che stiamo vedendo oggi” e che “dobbiamo tornare a incentivare il ruolo dell’agricoltura come custode del territorio”.

“Bisogna garantire – ha concluso il sottosegretario alle Infrastrutture – che l’agricoltore che si prende cura anche delle parti di terreno improduttive, con una sana gestione che serve per prevenire gli incendi, sia tutelato e sostenuto.”

Granato: “Attivare tavolo di crisi”

“La Calabria brucia e con essa lo spirito di una comunità che, ancora una volta, non è stata in grado di difendere il proprio presente e il proprio futuro. Anni di tagli nei trasferimenti statali e nello stesso tempo di sprechi, l’attuazione di politiche di smantellamento dei sistemi di prevenzione nella tutela del territorio, interventi mancati nel contrasto al dissesto idro-geologico hanno prodotto quello che vediamo da giorni: ettari ed ettari di bosco in fumo. Si calpesta, come le sterpaglie che diventano focolai, il rispetto nei confronti di un patrimonio ambientale che doveva essere ricchezza e invece è speculazione, nelle mani di chi brucia per biechi interessi affaristici.

Quell’odore acre che ci avvolge in una cappa di impotenza e ci preoccupa, ha il gusto amaro della rabbia. E brucia come l’inferno che si sta portando via i nostri alberi dovunque”. E’ quanto afferma la senatrice Bianca Laura Granato in merito alla drammatica situazione degli incendi in Calabria.

“La prima cosa che mi chiedo se è vero che non è stato ancora attivato un tavolo di crisi regionale. Qualora fosse vero sarebbe veramente incredibile e intollerabile. La Regione Calabria deve assumersi la propria parte di responsabilità assumendo le redini di un coordinamento deciso e veloce”, afferma ancora la Senatrice. “Non possiamo pensare che gli interventi del servizio antincendio possano gravare in ordine sparso sugli uomini del Corpo dei Vigili del fuoco, o sugli operai idraulico-forestali il cui numero si assottiglia di anno in anno e che molto spesso non sono idonei ad intervenire per questione di inabilità o perché troppo in avanti con gli anni.

“Non era meglio stabilizzare gli ausiliari dei Vigili del Fuoco?”

E’ la nostra terra a subire le conseguenze nefaste dello smantellamento del sistema statale di tutela della forestazione, del depotenziamento dei vigili del fuoco. Una manovra scellerata atta ad alimentare Protezione civile inabile a svolgere funzioni in questo contesto. Non era meglio mantenere un Corpo Forestale abile e operativo? Non era meglio spendere i soldi per richiamare e stabilizzare gli ausiliari dei Vigili del Fuoco?”, si chiede ancora la senatrice Granato. “Quello che è ancora più preoccupante è pensare a quello che potrebbe nascondersi dietro il divampare di incendi e roghi in tutta Italia, dalla Calabria alla Sardegna alla Sicilia, vale a dire una mano criminale che dà fuoco ad un patrimonio per ritrovarsi con terreni su cui speculare, da vendere per pochi euro alle multinazionali del Fotovoltaico.

Non perdiamo mai di vista il fatto che stanno per arrivare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza che vede una grossa fetta destinata alla transizione ecologica, e che le mafie e la criminalità organizzata ha ben chiaro come e dove speculare per trarre indebito vantaggio. Ecco perché – conclude Granato – sollecitiamo, mai come in questo momento, che vengano rispettate le leggi regionali in materia di censimento dei terreni incendiati per poi seguire le pratiche che vadano ad interessare le aree colpite dall’incendio. La legalità non ci restituirà quello che è andato in fumo ma è fondamentale per prevenire il rischio di vedere bruciare quello che resta del nostro futuro”.

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