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Piscina Caliò, Celia: “Comune continua a non dare risposte”

Fabio Celia

Nella vita bisogna essere fortunati! Bella scoperta.

A esordire così è l’esponente di Fare per Catanzaro, Fabio Celia, che in un comunicato stampa denuncia una situazione a suo dire molto grave:

“Il Comune continua a non fornire risposte in merito alla richiesta dei documenti relativi agli interventi da perfezionare nella piscina Vinicio Caliò.

Eppure il mio primo accesso agli atti reca la data del 16 ottobre 2018, oltre cinque mesi fa. Ma niente. Dagli uffici municipali preposti non arrivano chiarimenti. Un muro di gomma, insomma. Che ha seppellito anche la seconda istanza del 20 febbraio scorso, rimasta finora lettera morta. Un’iniziativa completamente ignorata e avvolta da una cortina fumogena”. Affermazioni pesanti, quelle di Celia, il quale asserisce che ci sarebbe un intenzionale ‘insabbiamento’ su una vicenda di particolare interesse per molti catanzaresi e non solo. E ad andare nello specifico è lo stesso consigliere comunale nel prosieguo della nota, tramite cui spiega: “Mi chiedo da amministratore del capoluogo, ed è evidentemente una domanda retorica, se tale condotta rientri nella normalità. Certo che no. Non è un interrogativo, infatti. La verità è che siamo davanti a una vicenda paradossale. Mi riferisco al dettato della manifestazione d’interesse che assegnava 5 punti alla ‘tempistica, con relativa garanzia del superamento della fase tecnica di sei mesi, fase in cui l’attuale gestore si impegnava a realizzare un progetto di riqualificazione dell’impianto pari a circa 400mila euro. Periodo ed esborso forse troppo onerosi per i diretti interessati, che ricevevano però da Palazzo De Nobili una provvidenziale proroga di ben nove, dicasi nove, mesi. Neppure tale salvifico intervento deve essere però bastato a rimettere in carreggiata i gestori, che non riescono a rispettare la scadenza ultima del 15 febbraio 2019, prevista dal contratto. E ad oggi – prosegue Celia – nutro seri dubbi sul completamento dei lavori previsti a causa della mancanza della necessaria capacità d’investimento da parte del gruppo gerente della piscina del quartiere Pontepiccolo”. La chiosa del consigliere è – malgrado tutto – all’insegna della proposta, comunque ‘condita’ da una robusta dose di ironia: “Se, come pare, nessun aiuto potrà dare la giusta linfa agli attuali responsabili della Caliò, lancio un appello agli imprenditori cittadini: partecipate ai bandi comunali senza farvi influenzare da quanto richiedono nei disciplinari. Nelle buste inserite invece pianificazioni milionarie, che vi consentiranno di vincere  di sicuro! Ma state sereni, con le giuste simpatie accattivate nelle stanze dei bottoni, quei quattrini non li dovrete spendere. Mai. Dal canto mio però, essendo portato per formazione a non gettare la spugna, andrò avanti, cercando di fare chiarezza su un punto chiave, nel rispetto e soprattutto a tutela dei catanzaresi che sulla carta avrebbero dovuto fruire di un servizio di alto livello, ritrovandosi di contro a praticare attività sportiva in un impianto fatiscente e soltanto un po’ più ‘colorato’ di prima”.

 

 

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