Pista motocross su area vincolata, una denuncia nel Reggino

Cirò

I Carabinieri Forestali hanno sequestrato in località “Colloriti” del Comune di San Roberto (RC) un terreno di proprietà comunale di circa un ettaro, illecitamente trasformato in una pista da motocross.

L’area è soggetta a tre vincoli ambientali: idrogeologico, paesaggistico e dichiarazione di Zona di Protezione Speciale (ZPS “Costa Viola”), territorio particolarmente protetto dallo Stato, riconosciuto di importanza Comunitaria ed afferente al programma Europeo Rete Natura 2000. Come questo scempio sia stato possibile, per di più in un terreno di proprietà comunale, in precedenza bosco ceduo, è stato accertato dalle indagini svolte dai Carabinieri Forestali che, ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla gestione del terreno, hanno alla fine individuato e denunciato il presidente di un’ associazione di promozione sociale e sportiv.

L’area è soggetta a tre vincoli ambientali: idrogeologico, paesaggistico e dichiarazione di Zona di Protezione Speciale (ZPS “Costa Viola”), territorio particolarmente protetto dallo Stato, riconosciuto di importanza Comunitaria ed afferente al programma Europeo Rete Natura 2000. Come questo scempio sia stato possibile, per di più in un terreno di proprietà comunale, in precedenza bosco ceduo, è stato accertato dalle indagini svolte dai Carabinieri Forestali che, ricostruendo l’ iter amministrativo relativo alla gestione del terreno, hanno alla fine individuato e denunciato il presidente di un’ associazione di promozione sociale e sportiv.

Dall’analisi documentale è risultato che il terreno, dal 2010, è stato concesso dall’amministrazione comunale di San Roberto all’associazione proprio per realizzare una pista da motocross, trascurando del tutto la presenza di ogni vincolo ambientale e delegando all’associazione stessa ogni onere e responsabilità nell’ottenimento di eventuali autorizzazioni per la realizzazione della pista. Nessuna di tali autorizzazioni, però, è risultata richiesta, né tantomeno ottenuta, dal cinquantasettenne di San Roberto, che pertanto dovrà rispondere per le reiterate violazioni ambientali attuate in aree vincolate e sottoposte a rigorosi regimi di tutela.

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