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Pitaro escluso, Luciano attacca Mangialavori e chiede le dimissioni del sindaco di Vibo

vito pitaro

“La mancata candidatura di Vito Pitaro è un dato politico rilevante, su cui è necessario esprimere delle considerazioni”. Lo dichiara in una nota Stefano Luciano, Capogruppo del Pd di Vibo Valentia. “Si tratta – si legge – del primo segnale di rottura del rapporto tra Mangialavori e Pitaro legati da un asse (prima tenuto sottobanco e poi divenuto ufficiale) che ha consentito allo stesso Mangialavori, negli anni, di vincere alcune competizioni elettorali che da solo non avrebbe avuto la forza di affrontare. Tra queste le ultime elezioni comunali, caratterizzate proprio dall’accordo Pitaro-Mangialavori, in forza del quale il primo fra essi ha portato circa 2.500 voti al Sindaco Limardo con la lista “Città Futura”, che sono stati determinanti per la sua elezione a primo cittadino”.

“Il segreto di Pulcinella”

“Le ragioni che hanno impedito al consigliere regionale uscente di essere ricandidato – aggiunge il Capogruppo del Pd di Vibo – sono da sempre note a Forza Italia ma in virtù della solita ipocrisia, il coordinatore regionale Mangialavori prima ha fatto finta di non vederle perché gli conveniva e, ora, fa finta di nasconderle mentre la questione andrebbe affrontata in modo pubblico e trasparente. Invece si preferisce la strada del “segreto di Pulcinella” tipico di chi vuole sfuggire dalle proprie responsabilità e non ha il coraggio di affrontare le questioni di fondo. Se Pitaro non è buono per le regionali a maggior ragione non è buono per il Comune di Vibo Valentia, dove può contare non soltanto su sei consiglieri comunali, ma nella cui giunta ha indicato due assessori che operano e gestiscono nei settori più importanti e cioè Lavori Pubblici (Giovanni Russo) e Commercio (Domenico Francica).

Unica soluzione a questo punto – conclude Luciano –, sarebbe quella delle scuse pubbliche da parte della Limardo e Mangialavori, con tanto di dimissioni da parte del Sindaco, che pur di vincere al Comune di Vibo ha fatto patti con chi poi viene ripudiato solo quando la situazione diventa non più sostenibile. Il tutto con l’aggravante di avere messo in piedi la peggiore amministrazione degli ultimi 20 anni. Io non so se le scuse possano essere accettate o meno, ma certamente rappresenterebbero un modo per arginare la politica dei “pulcinella” e delle “macchiette” a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi”.

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