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Pitaro su postazioni Suem 118 e “Rems” di Girifalco: “Se ne discuterà in Commissione Sanità”

pitaro suem 118

“Avrei discusso oggi con il dottor Longo delle ‘Postazioni Suem 118’ a seguito della deliberazione dell’Asp che ha suscitato preoccupazione nelle diverse aree della provincia catanzarese (Soveria Mannelli, Maida, Girifalco, ecc…), ma il Commissario non ha partecipato ai lavori della Commissione Sanità del Consiglio regionale. Ad ogni modo, ho chiesto che nella riunione della Commissione (concordata con il presidente Baldo Esposito) si discuta urgentemente della problematica al fine di garantire lo svolgimento delle primarie prestazioni di emergenza/urgenza in favore delle comunità che da quella deliberazione dell’Asp subiscono ripercussioni negative”. È quanto afferma il consigliere regionale Francesco Pitaro.

“Sarà mio impegno – assicura –, in particolare, portare in Commissione, anche per le sollecitazioni avute dal sindaco di Vallefiorita Salvatore Megna, dai consiglieri comunali di Girifalco Mario Deonofrio e Teresa Signorello e dall’ex sindaco di Amaroni Rocco de Vito, gli esiti della riunione del Consiglio comunale aperto di Girifalco organizzato da tanti amministratori locali. Trovo assurdo che l’Asp assuma decisioni così delicate senza il preventivo coinvolgimenti dei sindaci. Nella stessa riunione della Commissione Sanità del Consiglio – aggiunge Pitaro – si discuterà anche della ‘Rems’ di Girifalco a seguito della comunicazione dell’Asp di Catanzaro (17 marzo) secondo cui i lavori (per una spesa di 6 milioni di euro) non sono stati completati (come a tutti era parso di capire) a fine dicembre 2020, ma la data era stata spostata dall’impresa aggiudicatrice al 31 marzo.

È importante – conclude il consigliere regionale –, ora che i lavori dopo cinque anni sono giunti al termine, che per gli altri adempimenti amministrativi (arredi, personale necessario, parere dei Vigili del Fuoco, certificato di collaudo e autorizzazione e/o accreditamento) necessari per attivare la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza per gli autori di reati affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi non passino altri cinque anni”.

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