Il Plenum del Csm dà il via libera, Gratteri ce l’ha fatta: è il nuovo procuratore di Napoli

Eletto a maggioranza alla prima votazione. Lascia Catanzaro dopo quasi otto anni e va a guidare l'ufficio di Procura più grande d'Europa

Nicola Gratteri è il nuovo procuratore capo di Napoli. Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha sciolto tutte le riserve scegliendolo quale successore di Giovanni Melillo, oggi alla guida della Direzione nazionale antimafia. Gratteri è stato preferito al procuratore di Bologna Giuseppe Amato e al procuratore aggiunto di Napoli Rosa Volpe, facente funzioni di procuratore capo da oltre un anno. E’ stato eletto alla prima votazione a larga maggioranza ottenendo 19 voti (otto preferenze sono andate a Rosa Volpe e cinque ad Amato). A suo favore si è espresso anche il vice presidente del Csm Fabio Pinelli che, come era già successo a Firenze, non si è astenuto ufficializzando la sua preferenza per l’attuale procuratore antimafia di Catanzaro: “La mia dichiarazione di voto – ha detto dopo aver motivato la sua scelta – è per Nicola Gratteri”.

Il voto in Commissione

Il voto in Commissione

Il magistrato di Gerace era il grande favorito dopo aver ottenuto la maggioranza in quinta commissione, quella che si occupa degli incarichi direttivi (quattro voti su sei). A sostenere la sua candidatura alla guida della Procura di Napoli erano stati due togati (Maria Luisa Mazzola di Magistratura indipendente e il “senza corrente” Andrea Mirenda) e due laici (Daniela Bianchini indicata da Fratelli d’Italia e il renziano Ernesto Carbone). Amato era stato indicato dalla consigliere di Unicost Roberto D’Auria, mentre per Rosa Volpe aveva votato il rappresentante di Area, Antonello Cosentino.

Gratteri “papa straniero” a Napoli

Gratteri lascia dunque la Calabria, la terra di origine. La sua carriera è partita da Locri nel 1986 ed è proseguita a Reggio Calabria dove nel 2009 è diventato procuratore aggiunto. Dal 16 maggio del 2016 è procuratore capo di Catanzaro che guida dunque da otto anni, il massimo consentito. Per legge avrebbe dovuto lasciare la Procura catanzarese entro maggio del 2024. Lo farà qualche mese prima per insediarsi a capo del suo nuovo ufficio, quello di Napoli. Le motivazioni della proposta in suo favore sono state ribadite davanti al Plenum del Csm dalla consigliera togata di Magistratura Indipendente (la corrente conservatrice) Maria Luisa Mazzola che ha evidenziato “l’ampia e profonda esperienza maturata nel contrasto ai fenomeni di criminalità organizzata, nella sua dimensione nazionale e transnazionale” di Gratteri e “più specificatamente, nel settore della criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetista e del traffico internazionale di sostanze stupefacenti”. Nella delibera si parla di “indiscusso valore” del magistrato, nonché dell’assoluto rilievo dell’esperienza professionale da lui maturata, del “prestigio di cui lo stesso gode negli ambienti giudiziari e forensi” e dell’impegno e la passione spesi in modo costante nel lavoro giudiziario. Come per Roma, Milano e Firenze, si conferma dunque anche nel caso di Napoli la logica del “papa straniero”, ovvero un procuratore capo non del posto.

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