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PNFD: serve piano per combattere i suicidi nelle forze dell’Ordine

“Non si arresta l’assurda escalation di suicidi all’interno delle Forze Dell’Ordine. Il tutto fra l’indifferenza dei media e della classe dirigente”. E’ quanto sostiene il Sindacato P.N.F.D. retto da Ettore Allotta. Il sindacato P.N.F.D , inoltre, si appella  al  Prefetto Franco Gabrielli, Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza riproponendo di istituire nelle Commissioni Paritetiche in seno alla varie Questure una nuova voce con la denominazione “garanzia di qualità e vita degli Agenti”. “Il piano per combattere i suicidi nelle forze dell’Ordine deve diventare un principio nazionale ed essere dichiarato una preminenza ministeriale” afferma Ettore Allotta Segretario Generale Provinciale del sindacato di Polizia P.N.F.D.

“Il fenomeno dei suicidi in costante crescita – e ciò lo si intuisce dai numerosi annunci dati in Tv o dalle notizie che circolano in rete – è un fenomeno che non può e non deve essere sottovalutato poiché potrebbe portare ad un aggiuntivo accrescimento dei suicidi in quanto gli agenti che esprimono un malessere  trovandosi di contro uno Stato silenzioso e/o indifferente vede di fronte ad Egli il classico muro invalicabile che lo fa piombare nella più profonda depressione sino a compiere l’estremo gesto.Ciò non è tollerabile! In nessun campo della vita e in nessun tipo di lavoro questo è ovvio”.

“Gli agenti – continua Ettore Allotta – possono anche essere molto legati tra di loro ma possono sempre incontrare degli ostacoli, avere delle difficoltà che non riescono a esprimere e in questi casi l’Amministrazione deve imparare a prestare attenzione e prendere le misure necessarie”.

“L’invocazione, pertanto, non può che essere quella di provvedere all’incremento di personale specializzato e di adottare importanti strumenti di prevenzione. Un numero crescente, un dato terribile – dice Ettore Allotta -un male oscuro che nessuno ha mai voluto analizzare con la dovuta attenzione, tanto – da indurre il Prefetto  Franco Gabrielli, Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza  a costituire proprio da pochi mesi un Osservatorio Permanente Interforze sul fenomeno suicidiario tra gli appartenenti alle Forze di Polizia.  Lo stesso Gabrielli, infatti, sostiene che sembra di trovarsi di fronte ad una vera e propria escalation e che, conseguentemente, necessita nell’immediatezza l’attivazione di “procedure, strutture e interventi atti a prevenire ovvero intercettare il disagio professione e personale, gestendone gli effetti al fine di evitare accadimenti autolesivi o autosoppressivi”.

Allotta si rifà anche al fatto che esistono dati ufficiosi, raccolti tra varie fonti. “L’associazione Cerchio Blu,che segue le questioni legate alle forze di polizia, ha censito circa 252 morti tra il 2010 e il 2018 tra tutti i corpi esistenti, includendo anche gli operatori delle polizie locali, che non paiono invece trovare spazio nel decreto Gabrielli. Con tali dati alla mano non si comprende perché attendere ancora altri casi di gesti disperati e non attivarsi subito per: consegnare agli agenti un ambito lavorativo più idoneo con meno situazioni di stress da vivere; creare una specie di fondo economico per gli agenti in difficoltà finanziaria in quanto – lo si ricordi bene – il salario di un agente di Polizia ( che pure rischia la vita in ogni intervento o in manifestazioni ) non è affatto commisurato al lavoro che Egli svolge e gli consente di far fronte con difficoltà alle necessità familiari”

Allotta conclude auspicandosi che: “Chi di dovere voglia intervenire al più presto al fine di evitare che altri Agenti in preda allo sconforto possano optare per l’insano gesto di togliersi la vita. Siamo uniti, diffondiamo la cultura dell’aiuto”.

redazione Calabria 7

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