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Politica divisa sul candidato Pd sotto processo. (Quasi) tutti solidali con Gratteri

di Sergio Pelaia – Il controverso rapporto tra politica e giustizia si proietta anche sulle elezioni regionali calabresi. Nelle scorse ore la rappresentazione plastica del solito schema tutto italiano (garantisti con gli amici e giustizialisti con gli avversari) si è riprodotta attorno al caso del candidato del Pd che è sotto processo per abuso d’ufficio a Reggio (leggi qui la notizia). La candidata del centrosinistra Amalia Bruni è sembrata cadere dalle nuvole e il suo alleato Carlo Tansi l’ha invitata a verificare ed eventualmente a “prendere” le distanze, ma lo stesso geologo ha poi risposto a muso duro alle critiche di Luigi de Magistris ricordandogli il caso del processo in corso a Domenico Lucano. Nel tentativo di rispedire la palla nel campo dell’ex pm, Tansi ha corretto leggermente il tiro parlando di un “semplice” abuso d’ufficio per il candidato reggino del Pd, mentre per rispondere alla “lezioncina” di de Magistris gli ha ricordato che “annovera tra le sue file una persona che tra pochi giorni sarà giudicata per reati ben più gravi che rischia fino a 8 anni di carcere”, cioè l’ex sindaco di Riace.

La doppia morale di Lega e Pd

Stamattina nella polemica si è inserita anche la Lega, nelle scorse settimane al centro del caso di alcune candidature ritenute imbarazzanti da Cosenza e Rosarno e per questo attaccata dal Pd, che sostenendo di non volersi prestare a speculazioni in realtà entra nella questione per cercare di rendere pan per focaccia agli avversari. Oltre al solito attacco a “qualche giornalista” reo di aver fatto solo il suo lavoro, il commissario regionale del Carroccio Giacomo Saccomanno ha contrapposto quella che a suo dire è “l’azione di pulizia delle liste regionali e non”, che suo dire avrebbe promosso il suo partito, al caso che agita il centrosinistra che, dice il leghista, “si trova a dover decidere cosa fare dinnanzi alla grave vicenda che ha colpito un proprio candidato: l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria, Giovanni Muraca, espressione del sindaco Falcomatà, ed a processo per l’affaire Miramare”.

La retorica su Gratteri e la memoria corta di Oliverio

Trasversale, invece, è stato il coro di solidarietà al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri dopo che un pentito ha parlato del progetto di un attentato al figlio del magistrato da parte dei clan di Locri (leggi qui). In verità sono passate diverse ore da quando la notizia è diventata di dominio pubblico, e solo dopo le dichiarazioni (leggi qui) del presidente dell’Antimafia Nicola Morra e del segretario della Fsp Giuseppe Brugnano, sono partiti i comunicati infarciti di belle parole da quasi tutte le forze politiche di destra e di sinistra. L’unica eccezione l’ha rappresentata Mario Oliverio, già al centro di inchieste della Procura di Catanzaro che però ha poi ottenuto un’assoluzione diventata di recente definitiva. L’ex governatore ha invece espresso solidarietà al candidato del Pd Muraca “per l’aggressione che sta subendo in queste ore attraverso i media”. Una posizione di coerenza, evidentemente, però ben diversa da quella assunta quando era presidente della Regione per liquidare gli assessori indagati in “Rimborsopoli” e sostituirli con una Giunta tecnica.

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