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Politiche 2022, la ricetta di Giusy Iemma: “Ecco il mio progetto per dare voce alla bella Calabria”

iemma giuseppina pd

Prima delle non elette tra le file del Partito democratico nella circoscrizione centrale alle ultime elezioni regionali, la donna più votata alle Comunali di Catanzaro tanto da essere promossa vice sindaco della città. Giusy Iemma punta al grande salto in Parlamento. La presidente dell’assemblea regionale del Pd è candidata alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Catanzaro ed è uno dei volti nuovi del partito guidato a livello nazionale da Enrico Letta. Si profila una sfida tutta al femminile con la parlamentare uscente Wanda Ferro, punta di diamante di Fratelli d’Italia, e la “grillina” Elisa Scutellà, fedelissima di Giuseppe Conte e portacolori del Movimento Cinquestelle. Caro bollette, sanità, emigrazione giovanile e lotta alla ‘ndrangheta i principali temi affrontati in questa intervista rilasciata a Calabria7 dall’aspirante deputata Iemma.

-Caro bollette, è il caso di dire che siamo alla canna del gas. Cosa teme per il futuro della Calabria e come evitare una crisi senza precedenti nell’età repubblicana?

“La situazione non è semplice. Sono al fianco di tutti gli imprenditori e le famiglie che lottano contro gli aumenti dell’energia elettrica e non possono essere lasciati soli, la cui la serenità viene messa a dura prova da questi aumenti. Ma partendo dalla consapevolezza che i ristori non bastano, dobbiamo dare risposte concrete, capovolgendo la situazione che al momento penalizza la Calabria. La Calabria potrebbe aspirare all’autosufficienza energetica in bolletta, invece si ritrova salassi anche peggio che nel resto del Paese. L’energia pulita proveniente da fonti rinnovabili non deve essere pagata come l’energia da fonti fossili, così come non è giusto che la Calabria che produce il triplo dell’energia che consuma non abbia sconti in bollette. E’ questo il corso della storia che dobbiamo cambiare. Chiameremo subito in causa i ministri dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Interno e per il Sud: sta a noi pretendere che le cose cambino”.

-Lei conosce bene il mondo della sanità. Cosa pensa dei medici cubani in arrivo in Calabria e come fermare l’emigrazione sanitaria?

“Quello che dal presidente Occhiuto viene sbandierato come un risultato straordinario, che lo ripaga non si sa bene da quali sforzi compiuti per risollevare le sorti della sanità calabrese, sa tanto di una beffa nei confronti di una regione intera, e in particolare dei medici calabresi costretti a lavorare in condizioni critiche, con turni massacranti, senza il dovuto riconoscimento economico, che rischiano anche di essere malmenati da familiari esasperati da ritardi e disservizi. Una beffa nei confronti dei medici calabresi costretti ad andare fuori per trovare un lavoro. I nostri medici sono pochi, con pochi mezzi e tanto stress: e questo non si risolve con il soccorso cubano. Non ho nulla contro i medici cubani, anzi li apprezzo per la disponibilità. Lungi da me logiche di campanile e provincialismi. Ma Occhiuto dovrebbe semmai pensare a impiegare i tanti medici calabresi bravi, inspiegabilmente senza contratto, e riformare in maniera radicale un sistema sanitario regionale che sconta il periodo annoso di commissariamento”.

– Desertificazione economica, emigrazione e disoccupazione. Un mix micidiale per la Calabria. Come invertire la tendenza?

“Desertificazione economica, disoccupazione ed emigrazione sono la diversa declinazione di una stessa problematica che può essere affrontata solo attraverso opportunità di cambiamento sociale. Quindi, creando: lavoro, lavoro, lavoro. La Calabria è un museo a cielo aperto, un patrimonio storico, artistico e culturale a cui si aggiungono inestimabili bellezze naturali; il sistema produttivo è quello delle piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare. Mettendo in rete queste realtà, le specificità locali saranno in grado di mettere in luce la produzione made in Calabria, per poi spingere sul turismo eno-gastronomico ed emozionale. Insomma, si creerà un circuito virtuoso capace di creare occupazione ed economia”.

– Si è parlato poco in questa campagna elettorale di lotta alla ‘ndrangheta

“E’ vero, in questa anomala campagna elettorale, si è parlato poco di ‘ndrangheta. Ma questo non significa che le forze politiche non sentano il peso della responsabilità di creare le condizioni culturali e sociali per combattere ogni fenomeno criminoso in ogni sua manifestazione. La ‘ndrangheta si combatte ogni giorno nei comportamenti, diffondendo la cultura della legalità, a partire dalle scuole. Affermando il principio che vanno rispettate le regole e le persone, nella diversità e nella tolleranza, sin dalla scuole. La presenza dello Stato deve essere rafforzata a partire dall’azione delle istituzioni che devono essere giuste e trasparenti, garantendo i servizi, ascoltando le istanze dei cittadini che non devono mai sentirsi soli”.

– Ma la Meloni alla presidenza del Consiglio è davvero un pericolo come sostenete voi del Pd?

“Giorgia Meloni premier di per sé introdurrebbe addirittura uno storico elemento di novità in quanto prima donna a ricoprire la carica di presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Credo che davvero nessuno possa temere l’avvento di una dittatura o la messa in discussione della Costituzione. Certo la sua politica nazionalista e isolazionista, vista con sospetto e scarsa fiducia nel resto d’Europa e oltretutto negli Stati Uniti, finirebbe per metterci in serie difficoltà. Una situazione che ci farebbe tornare indietro di 60 anni e ci avvicinerebbe a “democrature” quali l’Ungheria allontanandoci da nazioni, libere ed evolute, come Francia e Germania. Con tutte le conseguenze che questo ribaltamento degli equilibri europei potrebbe portare alla stabilità dei nostri rapporti con il resto dell’Europa”.

– Qualora lei diventasse parlamentare, cosa farebbe di concreto per la Calabria? Pensa di poter cambiare qualcosa?

“La passione per la politica, quella che persegue solo il bene comune, e lo spirito di servizio mi hanno convinto a intraprendere questa nuova avventura, dopo aver messo a disposizione la mia esperienza e il mio percorso amministrativo nelle elezioni dello scorso giugno, che mi hanno vista eletta prima consigliera comunale quindi nominata vice sindaca. Ma lo faccio anche per i miei figli, Luca e Giulia: e a loro che penso quando mi impegno, mi sacrifico, anche sottraendo tempo prezioso alla famiglia. La buona politica è quella che crea le condizioni per permettere ai giovani di scegliere di restare, e di partire solo per fare esperienza e riportare il proprio entusiasmo a casa. Questa campagna elettorale mi ha arricchita umanamente: ho incrociato storie, sogni, idee e proposte che vorrei poter potare a Roma per dare voce alla bella Calabria. Ho conosciuto ancora più approfonditamente le bellezze e le ricchezze di questa provincia, e voglio dare i massimo per portare a casa risultati concrete in settori strategici come la sanità, le infrastrutture, per far crescere occupazione e sviluppo”. (mi.fa.)

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