Polveriera Vibonese, gli ultras contro Caffo: dopo le minacce, spunta anche uno striscione diffamatorio

A Vibo rischia di degenerare la contestazione di un gruppo di tifosi della Vibonese contro il presidente Pippo Caffo

Prima le minacce recapitate via social, adesso uno striscione dal contenuto diffamatorio esposto in curva Est all’interno dello stadio “Luigi Razza”. A Vibo rischia di degenerare la contestazione di un gruppo di tifosi della Vibonese contro il presidente Pippo Caffo. Sui social ribolle la rivolta contro il patron rossoblù con l’hashtag Caffoout diventato ormai virale. A fare esplodere la protesta la mancata riconferma del tecnico Antonio Buscè che nello scorso week end ha firmato un contratto con il Rimini, club di Serie C, al quale sono seguite le dimissioni (già annunciate e poi respinte dal Consiglio d’amministrazione e adesso riproposte in modo irrevocabile) del direttore generale Antonello Gagliardi e del direttore sportivo Francesco Ramondino. Aria di smobilitazione, insomma, dopo l’ottimo terzo posto conseguito in Serie D nel corso di una stagione positiva culminata con l’eliminazione dai playoff ad opera della Reggina.

Lo striscione diffamatorio

Lo striscione diffamatorio

La protesta degli ultras è andata sopra le righe nella giornata di ieri quando un gruppetto di tifosi si è intrufolato nello stadio “Luigi Razza” esponendo senza alcuna autorizzazione uno striscione dal contenuto diffamatorio: “Negli amari onnipotente, nello sport pezzente”. Il riferimento è inequivocabilmente al presidente Caffo, ritenuto il “re dei liquori” nel settore commerciale in cui opera e accusato dagli ultras della curva Est di non spendere abbastanza per la Vibonese. Quanto accaduto è stato già segnalato alla Digos e non si esclude una denuncia-querela per diffamazione. La vicenda presenta, tra l’altro, dei lati oscuri: come sono entranti nell’impianto gli ultras che hanno esposto lo striscione? Chi ha aperto i cancelli d’ingresso? C’è una regia dietro questa contestazione? Domande a caccia di risposte.

Le minacce via social

Lo striscione diffamatorio segue il contenuto di un messaggio minaccioso pubblicato sulla pagina Facebook degli ultras della curva Est lo scorso 18 maggio nella stessa giornata in cui si era riunito il Consiglio d’amministrazione della Vibonese. Il titolo: “Il dado è tratto e il tempo è scaduto”. Ecco invece la parte del contenuto inquietante: “Sappiate che la NOSTRA pazienza è FINITA! Se ci sarà un passo in avanti per quello che concerne le ambizioni… bene; e saremo pronti ad affrontare INSIEME ogni avversità; se nn cambierà nulla e rimarremo nella mediocrità che ci ha visto boccheggiare per colpa di gente senza prospettiva che ci guida da diversi anni ci faremo a capo di una protesta mai vista in città con la passione e la carica che ci contraddistingue da tutti… Siamo ULTRAS e LOTTIAMO per la nostra FEDE, la nostra CITTÀ e i nostri IDEALI… e vi pentirete di quel giorno che avete immaginato la NOSTRA AMATA come un vostro semplice giochino. Signori e signori… pensate bene le vostre scelte e alle relative conseguenze”.

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