Ponte sullo Stretto, i capigruppo comunali di Catanzaro Pd e M5S: “Restituire ai calabresi i fondi per le priorità”

I consiglieri Fabio Celia e Danilo Sergi:"Quei soldi devono essere impiegati per le loro finalità originarie attraverso politiche di coesione"
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“Lo slittamento della presentazione del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto a fine 2024 è una notizia che non fa altro che confermare quanto quest’opera sia destinata a trascinarsi, qualora venga mai realizzata, per molti più anni rispetto agli ottimistici – e forse propagandistici – annunci del ministro per le Infrastrutture”.Lo affermano in una nota stampa i capigruppo nel Consiglio comunale di Catanzaro del Pd e del M5S Fabio Celia e Danilo Sergi.

“Lo slittamento della presentazione del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto a fine 2024 è una notizia che non fa altro che confermare quanto quest’opera- proseguono i consiglieri- sia destinata a trascinarsi, qualora venga mai realizzata, per molti più anni rispetto agli ottimistici – e forse propagandistici – annunci del ministro per le Infrastrutture. Pur senza entrare nel merito della reale utilità del Ponte, gli orizzonti temporali ampi e dilatati per la sempre meno probabile realizzazione dell’infrastruttura portano con sé riflessi immediati e diretti per i cittadini di Calabria e Sicilia. Al netto degli ingenti costi già sostenuti dal Paese per un’opera inesistente, infatti, la frenesia di Salvini e del centrodestra per il Ponte ha fatto sì che si rastrellassero tutte le risorse economiche disponibili per raccattare gli almeno 15mld di euro necessari. In questa somma sono comprese le diverse centinaia di milioni di euro prelevati dal Fondo di Sviluppo e Coesione assegnato alla Calabria, soldi che sono stati quindi tolti ai calabresi e messi a disposizione del Ponte. Quindi, non solo i cittadini calabresi dovranno pagare un’opera che si annuncia già vecchia nella sua progettazione e piena di punti oscuri sulla sua sicurezza, quanto, anche ora che i tempi di realizzazione del Ponte si sono allungati considerevolmente, non potranno comunque utilizzare quelle risorse che erano destinate a ridurre il divario sociale ed economico della Calabria con il resto del Paese.

“Lo slittamento della presentazione del progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto a fine 2024 è una notizia che non fa altro che confermare quanto quest’opera- proseguono i consiglieri- sia destinata a trascinarsi, qualora venga mai realizzata, per molti più anni rispetto agli ottimistici – e forse propagandistici – annunci del ministro per le Infrastrutture. Pur senza entrare nel merito della reale utilità del Ponte, gli orizzonti temporali ampi e dilatati per la sempre meno probabile realizzazione dell’infrastruttura portano con sé riflessi immediati e diretti per i cittadini di Calabria e Sicilia. Al netto degli ingenti costi già sostenuti dal Paese per un’opera inesistente, infatti, la frenesia di Salvini e del centrodestra per il Ponte ha fatto sì che si rastrellassero tutte le risorse economiche disponibili per raccattare gli almeno 15mld di euro necessari. In questa somma sono comprese le diverse centinaia di milioni di euro prelevati dal Fondo di Sviluppo e Coesione assegnato alla Calabria, soldi che sono stati quindi tolti ai calabresi e messi a disposizione del Ponte. Quindi, non solo i cittadini calabresi dovranno pagare un’opera che si annuncia già vecchia nella sua progettazione e piena di punti oscuri sulla sua sicurezza, quanto, anche ora che i tempi di realizzazione del Ponte si sono allungati considerevolmente, non potranno comunque utilizzare quelle risorse che erano destinate a ridurre il divario sociale ed economico della Calabria con il resto del Paese.

Politiche di coesione per le esigenze della Calabria”

Quei soldi devono essere restituiti ai calabresi, devono essere impiegati immediatamente per le loro finalità originarie attraverso politiche di coesione che rispondano alle esigenze odierne della Calabria. Non importa, ora, se si pensa che il Ponte possa essere utile o meno: è innegabile che non possa essere annoverato tra le necessità più impellenti della Calabria al contrario di scuola, decontribuzione per le imprese e i lavoratori, rischio idrogeologico, Zes e credito d’imposta, collegamenti ferroviari. Questi sono solo alcuni degli ambiti di impiego delle risorse Fsc il cui impatto sulla quotidianità e quindi sullo sviluppo socio-economico della Calabria è enorme: tali ambiti devono essere sostenuti immediatamente.

Pur senza entrare nel merito della reale utilità del Ponte, gli orizzonti temporali ampi e dilatati per la sempre meno probabile realizzazione dell’infrastruttura portano con sé riflessi immediati e diretti per i cittadini di Calabria e Sicilia. Al netto degli ingenti costi già sostenuti dal Paese per un’opera inesistente, infatti, la frenesia di Salvini e del centrodestra per il Ponte ha fatto sì che si rastrellassero tutte le risorse economiche disponibili per raccattare gli almeno 15mld di euro necessari. In questa somma sono comprese le diverse centinaia di milioni di euro prelevati dal Fondo di Sviluppo e Coesione assegnato alla Calabria, soldi che sono stati quindi tolti ai calabresi e messi a disposizione del Ponte. Quindi, non solo i cittadini calabresi dovranno pagare un’opera che si annuncia già vecchia nella sua progettazione e piena di punti oscuri sulla sua sicurezza, quanto, anche ora che i tempi di realizzazione del Ponte si sono allungati considerevolmente, non potranno comunque utilizzare quelle risorse che erano destinate a ridurre il divario sociale ed economico della Calabria con il resto del Paese.

Quei soldi devono essere restituiti ai calabresi, devono essere impiegati immediatamente per le loro finalità originarie attraverso politiche di coesione che rispondano alle esigenze odierne della Calabria. Non importa, ora, se si pensa che il Ponte possa essere utile o meno: è innegabile che non possa essere annoverato tra le necessità più impellenti della Calabria al contrario di scuola, decontribuzione per le imprese e i lavoratori, rischio idrogeologico, Zes e credito d’imposta, collegamenti ferroviari. Questi sono solo alcuni degli ambiti di impiego delle risorse Fsc il cui impatto sulla quotidianità e quindi sullo sviluppo socio-economico della Calabria è enorme: tali ambiti devono essere sostenuti immediatamente”.

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