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Porta a Porta, Salvini “innamorato” della Calabria: La porterò a livello delle regioni avanzate

di Danilo Colacino – Tre direttori – di cui uno emerito, e quindi ad honorem, oltreché da sempre padrone di casa – a ‘interrogare’ il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Dove? A Porta a Porta, of course. Il leader leghista è infatti incalzato, nel salotto televisivo della politica italiana e non solo, dalle pressanti domande di Bruno Vespa, ma anche dei colleghi Alessandro Sallusti de Il Giornale di Milano e Franco Bechis de Il Tempo di Roma.

Leitmotiv la ‘tenuta’ del Governo e la difficile alchimia con l’altro azionista, il capo dei Pentastellati Luigi Di Maio, di un Esecutivo che Salvini continua a blindare: “Sono un pesci (inteso come segno zodiacale, ovviamente, ndr) e dunque tignoso. Ho detto che andremo avanti fino al termine della legislatura e così sarà. Salvo qualcuno decida diversamente, ma io i patti li rispetto. Di qualunque natura siano”.

Detto ciò, però, il Matteo alla guida del centrodestra, che sembrerebbe meno assolutista del suo famoso omonimo dello schieramento opposto, porta la Calabria al centro del dibattito: “Ma vi pare che se il mio è il primo partito in provincia di Reggio e se da quelle parti la Lega ha in generale fatto il pieno di voti io non lavori per riportare quella meravigliosa regione al livello delle più avanzate. Operazione difficile, lo so. Guai, però, a non provarci. Certo, ci vuole tempo, perché lì potrebbero vivere di turismo ma non hanno il Piano Spiagge. In compenso hanno purtroppo un disastroso sistema viario. Non parlo poi di Scuola e soprattutto Sanità, caratterizzata nel recente passato da sprechi e inefficienze malgrado punti d’eccellenza”.

Il vice di Giuseppe Conte ricorda infine quanto riportato nel pomeriggio di ieri dalla stampa sulle carenze di organico negli uffici giudiziari della regione costati, per così dire, 722 richieste di custodia cautelare inevase. “Un fatto inaccettabile – afferma un Salvini inalberato – che consente a centinaia di persone, destinate al carcere, di stare invece comodamente a casa magari al nostro ascolto”.

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