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Porta forzata in ufficio Comune Catanzaro, Pisano: alta tensione in città

di Alessandro Manfredi – A Catanzaro è psicosi. Non per il Coronavirus, che ha scatenato il panico a livello mondiale, bensì per l’inchiesta Gettonopoli e tutto quello che ad essa è susseguito.

Dal clamore mediatico della trasmissione di La 7, condotta da Massimo Giletti, “Non è l’Arena”, fino all’episodio inquietante di questa mattina, quando il consigliere comunale Giuseppe Pisano, ha trovato la porta dell’ufficio del suo gruppo consiliare Officine del Sud a Palazzo De Nobili, sede del Comune di Catanzaro, forzata. Ignoti avrebbero tentato di scassinare anche l’armadietto con i documenti delle commissioni consiliari svolte.

Il consigliere comunale di Officine del Sud ha raccontato a Calabria 7 i particolari della vicenda, e, soprattutto, la propria ansia e sofferenza scaturite dalla vicenda, dal clamore mediatico e da atti che dimostrano come intolleranza ed esasperazione stiano investendo Catanzaro e i catanzaresi. “E’ un momento difficile – dichiara Pisano – l’intolleranza ed il rancore stanno crescendo a dismisura ed è dura andare avanti in questo clima d’odio. Non è avvenuto un processo, neppure si sa se si andrà a processo, eppure siamo stati condannati e veniamo insultati sui social senza mezza misure. E questo non è giusto”.

Un sentimento diffuso che non può e non deve essere banalizzato, alla luce del fatto di questa mattina, sul quale, però, è necessario spostare l’attenzione anche su di un altro inquietante aspetto: al Comune di Catanzaro non esiste la minima sicurezza, sia per le persone che per i documenti. “A Palazzo De Nobili entra chiunque – conferma Pisano – non c’è controllo e tutti si è a rischio”. Di fatto, nella sede del Comune di Catanzaro, non c’è una guardia all’ingresso, non ci sono controlli all’interno e manca la videosorveglianza. Chiunque può entrare e fare qualunque cosa – ribadisce Pisano. Questa mattina ho trovato la porta del mio ufficio forzata e l’armadietto con documenti importanti su cui è stato tentato il medesimo atto criminale. La situazione a Catanzaro è pesante – conclude Pisano – ed anche i consiglieri dimissionari hanno le loro responsabilità attraverso dichiarazioni che alimentano odio e rancore. Nessuno è stato processato e condannato, fino a prova contraria non ci si può sostituire ai giudici ed emettere pubbliche sentenze”. Sull’episodio indaga la polizia di Stato.

Redazione Calabria 7

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