Porto Gioia Tauro, Ferro (FdI) interroga Governo

Porto Gioia Tauro

Sulla crisi occupazionale che sta interessando il porto di Gioia Tauro, il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, ha depositato una interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio, al Ministro dello sviluppo economico e del Lavoro, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministro per il Sud. L’interrogazione, sottoscritta anche dalla collega siciliana Carmela Bucalo, mette in evidenza il gravissimo silenzio del Governo sulla crisi occupazionale di Gioia Tauro così come l’incapacità di andare oltre la fase degli annunci propagandistici valorizzando la strategicità dell’infrastruttura portuale nonché le potenzialità della ZES. Nell’interrogazione si ricorda che il porto di Gioia Tauro, il più grande terminal per il transhipment presente in Italia e uno dei più importanti hub del traffico container nel bacino del Mediterraneo, sta vivendo una profonda crisi dovuta, tra l’altro, al notevole calo del traffico container, all’assenza di iniziative tese a migliorare le infrastrutture e alla mancanza di una governance credibile. Il Porto è oggetto di un braccio di ferro tra la Contship Italia S.p.a. e la MSC Mediterranean Shipping Company S.A. per il controllo e le prospettive del terminalista Medcenter Container Terminal S.p.a che si riverbera pesantemente sulla vita del porto; tali criticità si riflettono, ovviamente, sui livelli occupazionali determinando una vera e propria emergenza che ha portato, il 27 luglio 2016, alla sottoscrizione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una intesa istituzionale tra il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dello sviluppo economico, la Regione Calabria, l’Autorità portuale di Gioia Tauro e Invitalia S.p.a. finalizzata a salvaguardare l’occupazione nel sito portuale di Gioia Tauro. “Nonostante gli impegni assunti da parte dei sottoscrittori – ricorda Wanda Ferro – nulla è stato fatto e la situazione occupazionale si è progressivamente aggravata con il licenziamento di circa 380 lavoratori del Porto di Gioia Tauro; negli ultimi giorni la Medcenter Container Terminal S.p.a. ha comunicato una nuova procedura di licenziamento collettivo che dovrebbe interessare circa 500 lavoratori”. “Il Governo – prosegue Wanda Ferro – per mere finalità propagandistiche, ha ulteriormente indebolito il sistema portuale calabrese e la centralità del Porto di Gioia Tauro spacchettando, con la legge 17 dicembre 2018, n. 136,  in due Autorità di sistema portuale differenti, i Porti di Gioia Tauro, Crotone, Corigliano Calabro, Taureana di Palmi e Vibo Valentia da quelli di Messina, Milazzo, Tremestieri, Villa San Giovanni e Reggio Calabria ora inseriti nella neo-istituita Autorità di Sistema Portuale dello Stretto”.  Per questo le deputate hanno chiesto al governo “quali iniziative urgenti intenda assumere per salvaguardare i lavoratori del Porto di Gioia Tauro anche attraverso l’intesa del 27 luglio 2016; quali iniziative urgenti intenda adottare per rivitalizzare l’area Portuale e retroportuale di Gioia Tauro al fine di favorire la crescita economica di un’area strategica per gli investimenti esteri; quali iniziative urgenti intenda adottare per risolvere il conflitto tra i soci di Medcenter Container Terminal S.p.a.”.  “La positiva soluzione della vertenza – conclude Wanda Ferro – non riguarda soltanto Gioia Tauro, ma il futuro della Calabria. Il porto non deve rimanere una cattedrale nel deserto, ma un elemento propulsivo dello sviluppo economico dell’intero territorio”.

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