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Povertà e accesso al credito in Calabria, preoccupano gli scenari di fine pandemia (VIDEO)

Si è concluso oggi pomeriggio il ciclo di incontri della Sud Economics Summer School che ha visto la partecipazione di giovani laureati provenienti da diverse regioni d’Italia. “Le difficoltà attuali dell’economia meridionale e le opportunità offerte dalle risorse europee” è stato il tema della tavola rotonda conclusiva che si è tenuta nell’Archivio storico comunale del Complesso San Giovanni di Catanzaro. L’evento, promosso dall’associazione culturale Aschenez con il sostegno della Regione Calabria, ha posto al centro dell’analisi i fenomeni che riguardano lo sviluppo del Mezzogiorno.

Spagnuolo: “Preoccupazione per gli scenari di fine pandemia”

Giuseppe Spagnuolo, presidente BCC Centro Calabria e vice presidente Cassa Centrale Banca ha illustrato le problematiche dell’accesso al credito in Calabria. “Si tratta della fotografia di una realtà difficile – ha spiegato Spagnuolo – tra le esigenze degli imprenditori, gli effetti che la pandemia ha prodotto sulle imprese e quindi anche sulle famiglie con una rilevante flessione non solo di Pil, ma anche di reddito da parte di tutti. Ci sono state perdite di posti di lavoro, le imprese hanno subito cali di fatturato, ci sono state difficoltà sulle liquidità sulle quali è intervenuto il Governo con dei provvedimenti. Le banche hanno svolto il proprio ruolo per assicurare che il sistema alla fine di questa pandemia possa continuare a funzionare alla meno peggio. Il credito erogato dagli istituti bancari alle imprese è cresciuto notevolmente, come mai successo in passato, anche grazie alla garanzia dello Stato. Il sistema è ora in “sala rianimazione”, la preoccupazione c’è perché dobbiamo capire quando cesserà l’emergenza se le imprese saranno in grado di riprendere autonomamente il proprio cammino o dovranno lasciare il mercato. Un timore che è esteso a livello europeo. La Bce ha insistito già da tempo nell’invitare le banche ad approfondire le diverse situazioni e cercare di anticipare gli effetti negativi che in qualche misura si verificheranno, invitando gli intermediari creditizi a fare fin da ora i previsti accantonamenti”.

Barreca: “Tante imprese non hanno retto”

Umberto Barreca, presidente regionale giovani imprenditori Confindustria, ha sottolineato l’aggravarsi, in tempi di Covid, delle difficoltà legate al credito. “Sono state intraprese delle azioni, come le garanzie sul medio credito – afferma Barreca – che hanno permesso alle micro, piccole e medie imprese di poter accedere in modo più semplice a finanziamente e mutui. Grazie alla moratoria prorogata fino a dicembre le aziende hanno ora la liquidità necessaria a poter andare avanti. Confidiamo in ulteriori iniziative per poter dare loro continuità. La pandemia ha messo in crisi tante attività, ma molte hanno fatto fortuna. Quelle aziende più smart, pronte all’innovazione ne hanno tratto benefici, le tante che hanno mantenuto uno standard tradizionale non hanno retto il colpo. Sicuramente il Pnrr promette risorse che i nostri territori potranno sfruttare. La macchina burocratica farà la parte del leone, ci aguriamo che questo piano di assunzioni e questa sburocratizzazione arrivino in tempi rapidi. Fare impresa non è l’argomento più cool tra i giovani che sono molto sfiduciati verso le istituzioni. Le adesioni ricevute però è un sintomo che in Calabria l’approccio al rischio d’impresa sta cambiando£.

De Marco: “In Calabria il 40% della popolazione a rischio povertà”

Tonino De Marco coordinatore per il Comune di Catanzaro del Programma Agenda Urbana pone in rilievo la drammatica situazione di indigenza nella quale versa buona parte dei calabresi. “La programmazione 2021-2027 avrà al centro – chiarisce De Marco – il tema della povertà che è diventato preponderante. Gli ultimi indici Istat dicono che in Calabria 848mila persone sono a rischio di povertà. Con un indice così alto, che arriva quasi al 40% della popolazione, è evidente che l’utilizzo corretto dei fondi europei deve mirare al contrasto della povertà e a quelle che sono le esigenze di recupero di larghe fasce della popolazione che in questo momento si trovano in difficoltà e soprattutto nei confronti dei nuovi poveri (migranti, rom, senzatetto, laureati a basso reddito, divorziati). Sapremo quale è la conseguenza della pandemia quando saranno finite le limitazioni sui licenziamenti delle imprese che hanno utilizzato la cassa integrazione guadagni. Ci sarà una grande emergenza sociale di fronte la quale bisogna rispondere con strumenti nuovi sia in termini di rilacio della competitività delle imprese, sia in termini di opportunità di reddito di emergenza e interventi straordinari per le persone che si trovano nel limbo della povertà vera”.

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