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Precari ospedale, lo sfogo di un lettore:”Le leggi vanno rispettate”

In merito alla questione dei Precari dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio riceviamo e pubblichiamo integralmente lo “sfogo” personale di un nostro lettore. Si tratta di un infermiere che per lavoro è stato costretto ad emigrare al Nord e che oggi vorrebbe ritornare a casa, ma «vuole farlo in legalità» dice.

“Buonasera redazione di Calabria 7,

vi scrivo in merito ai vari servizi mandati in onda in questi giorni in merito ai precari, che raggiunti i 48 mesi, sono prossimi al licenziamento ed al momento sono in protesta alla Cittadella Regionale.

Ci sono molte cose che omettono di dire a mio parere.

Innanzitutto chiedono di poter essere stabilizzati presso l’AO Pugliese-Ciaccio, ma come viene enunciato nell’ Articolo 97 della Costituzione Italiana: «Le pubbliche amministrazioni (2), in coerenza con l’ordinamento dell’Unione Europea, assicurano l’ equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico (3). I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante CONCORSO, salvo i casi stabiliti dalla legge».

Uno dei modi per poter avere la stabilità lavorativa nel pubblico impiego è quello di essere vincitore/idoneo in una qualsiasi graduatoria regionale ed extraregionale italiana, nel momento in cui in una qualsiasi graduatoria si arriva alla propria posizione, l’idoneo acquisisce il diritto di avere un contratto a tempo indeterminato e può chiedere la stabilizzazione presso l’Azienda cui lavora; i famigerati precari, che sono arrivati a 48 mesi di rinnovo (tempo massimo consentito dalla legge per essere assunti a tempo determinato, solo nei casi speciali, come è accaduto ora, perché si stava espletando un concorso per assumere personale sanitario, altrimenti il periodo massimo di rinnovo scende a 36 mesi) non hanno avuto l’astuzia di vincere/ essere idoneo nell’ultimo concorso espletato dall’ AO Ciaccio-Pugliese. Rinnovare il precariato al 49esimo mesi significa violare le leggi ed andare contro la Costituzione Italiana. Inoltre, l’azienda Pugliese-Ciaccio non ha iniziato a licenziare perché bisogna lasciare i posti vacanti agli idonei, ma semplicemente per il rispetto delle leggi… esercitare la legalità viene vista in malo modo?

Altro modo che prevede la stabilità dei precari è quella di aver maturato entro gli ultimi 8 anni almeno 3 anni di lavoro nel pubblico impiego fino alla data 12/2017 (Legge Madia).

Inoltre, cosa ancora gravosa ed a mio parere molto irrispettosa nei confronti di chi, come me, aspetta un posto di lavoro a casa propria,  consiste nel fatto che molti  precari hanno firmato  un contratto in cui nell’Art. 2 (Durata del contratto individuale di lavoro) si legge:

«Il presente contratto individuale di lavoro ha la durata di sei mesi e comunque non oltre la data di assunzione del Personale neo assunto all’esito della relativa procedura concorsuale in itinere».

L’espletamento dei concorsi e la pubblicazione delle graduatoria con assunzioni dei vincitori è avvenuto nel mese di marzo, ora siamo a settembre: sono passai ben 7 mesi. A molti lavoratori con questo vincolo contrattuale è già stato rinnovato il contratto per cause di forza maggiore,ci sta, si sapeva già che prima o poi sarebbero dovuti tornare a casa… Sinceramente non capisco tutto questo accanimento verso le istituzione che hanno deciso il loro licenziamento.

Analizziamo insieme la garanzia dei Livelli di Assistenza e la questione “professionalità”.

Innanzitutto molti di noi hanno acquisito una Laurea triennale in Infermieristica (percorso Universitario), ove viene svolto un periodo di tirocinio molto importante: in questo periodo si acquisiscono tutte quelle metodiche, praticità e bagaglio culturale, ottimale per garantire i livelli assistenziali; i Precari nei vari servizi dichiarano che, avendo alle spalle 4 anni di servizio presso l’Ospedale siano più preparati di altri. Personalmente lo trovo ingiusto. Io, ad esempio, lavoro da due anni e sono stato prima in strutture convenzionate e successivamente in un ospedale pubblico, mi sento pienamente autonomo ed in grado di garantire un’assistenza di qualità tanto quanto fanno loro.

La professionalità non è solo la loro!

Vorrei ricordare che la laurea in Infermieristica è stata introdotta nei percorsi Universitari nell’anno 2000, anno cui il “lavoro” infermieristico è diventato una vera e propria professione. Ora vorrei chiedere: quanti di loro hanno svolto un percorso universitario tale da potersi definire totalmente dei Professionisti infermieristici? Nei servizi giornalistici che ho visto mi pare di aver capito che pochi di loro si possono definire così, non perché siano delle persone ignoranti, ci mancherebbe, ma mi sembrano persone di una certa età e mi piacerebbe comprendere quante di loro si siano abilitate al lavoro infermieristico prima del 2000.

In ultimo mi chiedo: siamo sicuri che al Pugliese-Ciaccio non bastiamo sia noi che loro per ricoprire le nuove assunzioni? Da ciò che ho letto nelle varie delibere mi sembra che al momento in Azienda abbiano fatto più assunzioni rispetto il reale fabbisogno…Chiederei a chi di competenza di dare delucidazioni in merito.

Grazie

G.P. “

© Riproduzione riservata.

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