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Prende a pugni e minaccia di morte l’ex compagna, a giudizio dipendente regionale catanzarese

di Gabriella Passariello- Non avrebbe accettato la fine della loro storia di amore e accecato dalla gelosia l’avrebbe minacciata di morte, offesa con riferimenti sessuali espliciti, schiaffeggiata, afferrata dal collo e presa a pugni. Con l’accusa di stalking e lesioni personali nei confronti dell’ex moglie, il gup de Tribunale di Catanzaro Pietro Carè ha rinviato a giudizio G. R. 53 anni, di Cardinale, dipendente regionale, accogliendo la richiesta formulata dal sostituto procuratore Francesca Delcogliano, richiesta alla quale si è associato il difensore di parte civile, l’avvocato Anna Marziano. Le vessazioni, le umiliazioni reiterate sarebbero state commesse a Soverato, iniziate nel 2005, anno della separazione, e  protratte fino al 7 ottobre 2020. Il processo per l’imputato inizierà il prossimo 13 ottobre davanti al giudice del Tribunale monocratico di Catanzaro e nel corso del dibattimento gli avvocati difensori Fabrizio Costarella e Ivan Posca, proveranno a smontare le ipotesi di accusa.

Le aggressioni e le minacce

L’uomo, secondo la Procura, avrebbe controllato e pedinato la sua ex in modo ossessivo, al punto tale da provocarle uno stato di ansia e a temere per la propria vita e per quella della sua famiglia. Le minacce anche di morte, le ingiurie, il dipendente regionale non le avrebbe rivolte solo alla sua ex, ma anche ai genitori, amici, conoscenti della stessa e in un’occasione avrebbe aggredito il padre di lei, percuotendolo. In una circostanza, inoltre, G. R. avrebbe dato un forte schiaffo all’ex convivente, afferrandola per il collo come a volerla soffocare, provocandole lesioni personali consistite in uno “stato di ansia e un trauma contusivo- cervico-zigomatico giudicate guaribili in 10 giorni”. Il 53enne era stato arrestato dai carabinieri a ottobre dell’anno scorso, colto in fragranza di reato, mentre stava aggredendo l’ex compagna.

L’arresto e il divieto di avvicinamento

Il gip successivamente non convalidò l’arresto, ma dispose la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna: doveva stare a debita distanza dai luoghi da lei abitualmente frequentati (abitazione di residenza e domicilio, luogo di lavoro, casa dei genitori). Fu proprio l’ex moglie a contattare la Compagnia dei carabinieri di Soverato denunciando di essere stata minacciata di morte dal compagno. I militari del Nucleo Operativo Radiomobile e della Stazione di Soverato, intervenuti tempestivamente,  riuscirono a evitare il peggio.

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