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Presunta combine Catanzaro-Avellino, cinque rinvii a giudizio

Sono stati rinviati a giudizio oggi dal Tribunale penale di Catanzaro i cinque indagati nell’inchiesta che ha portato all’accusa di frode sportiva il proprietario dell’U.S. Avellino, Walter Taccone, l’ex direttore sportivo della società biancoverde Vincenzo De Vito, l’ex presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino, l’ex dirigente della società calabrese Armando Ortoli e l’ex calciatore del club giallorosso Andrea Russotto.

La richiesta era stata presentata dal sostituto procuratore, Chiara Reale, e basa l’accusa su una combine emersa tra l’Avellino e il Catanzaro sul risultato finale di una partita di calcio della Lega Pro prima divisione girone B del campionato 2012/2013.

Una combine rintracciata da intercettazioni catturate nel corso di un’altra inchiesta, denominata Money Gate, della Procura della Repubblica di Palmi, che a maggio del 2017 svelò una presunta associazione per delinquere. Il processo si svolgerà il 19 febbraio 2020 e gli indagati saranno difesi dagli avvocati Sabrina Rondinelli, Domenico Infantino, Innocenzo Massaro e Domenico Russi.

La gara sotto la lente, è bene ricordare, secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stata combinata per un pareggio, ma l’Avellino vinse 1-0. Sempre secondo l’accusa il calciatore Russotto sbagliò di proposito alcune occasioni da rete, ma l’Avellino non avrebbe rispettato l’accordo.

Accuse che, naturalmente, i legali difensori hanno sempre respinto.

a.m.

© Riproduzione riservata.

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