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Presunte molestie al liceo di Castrolibero, i legali del docente: “Chiediamo rispetto”

liceo di castrolibero

Scendono in campo i legali del docente accusato di molestie ai danni di alcune studentesse di un liceo del Cosentino. Da ormai 9 giorni il liceo, a Castrolibero, è occupato dagli studenti, in segno di solidarietà verso le colleghe. Il docente sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Cosenza e finora non ha rilasciato dichiarazioni sulle accuse che gli vengono mosse.

I legali chiedono rispetto

Oggi in un comunicato i suoi legali, gli avvocati Attilio Santiago e Giovanni Consoli, chiedono rispetto. “In qualità di difensori del professore A. B. ci vediamo costretti a venir meno alla volontà di far rimanere le vicende e le denunce su presunti fatti attribuiti al nostro assistito, nell’ambito che il codice e la Costituzione garantiscono a ogni cittadino, – scrivono i legali – aspettando di rispondere nel merito agli accertamenti e ai riscontri che la Magistratura disporrà secondo i suoi tempi e con le procedure di legge a piena salvaguardia dei diritti di una persona che è completamente estranea ai fatti che un processo mediatico di enormi proporzioni ha aperto in seguito all’occupazione da parte degli studenti del Liceo ‘Valentini-Majorana’”.

“Violato il diritto alla privacy”

Gli avvocati denunciano che nella giornata dell’11 febbraio “una nutrita pattuglia di giornalisti e cameramen urlanti ha cinto di assedio l’abitazione (già inutilmente oggetto di ripresa in occasione di una registrazione televisiva mandata in onda) dell’ex moglie e dei figli del nostro assistito, violando il diritto alla privacy di persone completamente estranee a ogni vicenda. Vi invitiamo a fermare queste barbarie nei confronti di persone che neanche convivono con il diretto interessato. Il professore e i suoi familiari sono molto turbati da questi avvenimenti – si legge nella nota – e non vorremmo che i disagi si possano tramutare in qualche improvvido e tragico epilogo che nessuno si augura”.

L’appello al prefetto e al questore di Cosenza

“Facciamo appello al prefetto e al questore di Cosenza affinché garantiscano il diritto alla riservatezza e al silenzio che si è scelto di avere aspettando l’accertamento di tutti i fatti. Ci rivolgiamo all’Ordine dei Giornalisti – scrivono i legali – che inviti i suoi iscritti a rispettare norme e deontologie che propugna nei convegni e nei regolamenti che emana. L’Italia è il paese in cui Pietro Valpreda venne presentato al telegiornale come il mostro di piazza Fontana ed Enzo Tortora come uno spacciatore. Persone poi risultate estranee ad ogni addebito. E nella nostra realtà locale il popolare Padre Fedele ha visto la sua immagine distrutta da gravi reati sessuali risultati inesistenti a distanza di anni”.

“Siamo i primi a chiedere chiarezza”

“Siamo noi i primi a chiedere chiarezza nelle sedi opportune. I giornalisti esercitino il diritto di cronaca senza ledere quelli della famiglia e della presunzione d’innocenza nei confronti di una persona che si dichiara estranea ai fatti addebitati. Eventuali ulteriori distorsioni e accanimenti ci costringeranno a chiarire ogni violazione nelle sedi opportune”.

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